Riconoscimento facciale, il M5S: “Rischi per diritti e libertà costituzionali, lo dice Bruxelles”
“Sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici il decreto legislativo del governo apre la strada ad una deriva pericolosa che può assestare un colpo mortale ai diritti e alle libertà dei cittadini, in totale spregio della Costituzione. Forse governo e maggioranza lo hanno capito e oggi pomeriggio siamo davanti a un parere favorevole secco della maggioranza al Senato mentre alla Camera il centrodestra ne propone uno che timidamente invita il governo a valutare correttivi al testo”. Ad affermarlo, gli esponenti del M5S nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera Stefania Ascari, Carmela Auriemma, Vittoria Baldino, Federico Cafiero De Raho, Alfonso Colucci, Valentina D’Orso, Carla Giuliano e Pasqualino Penza.
“Le imprescindibili esigenze di sicurezza e ordine pubblico, base della convivenza civile e dell’affermazione della legalità, non possono trasformarsi in identificazioni massive che non distinguono libere e ordinarie condotte rispetto a concreti pericoli e comportamenti illegali. Come detto oggi dal portavoce della Commissione Ue, lo stesso AI Act, il regolamento UE 2024/1689 che il governo intende recepire con questo decreto legislativo sottoposto al parere delle Camere, considera vietato il riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili. L’Ai Act configura l’impiego dei sistemi di identificazione biometrica remota quale misura eccezionale, subordinata al rigoroso rispetto dei principi di necessità, proporzionalità e controllo umano”, spiegano i pentastellati.
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Al contrario, affermano, “il governo vuole trasformare in modalità ordinarie di attività investigativa e preventiva ciò che deve essere esclusivamente uno strumento da usare in casi eccezionali. Il decreto legislativo contiene preoccupanti disposizioni che consentono il ricorso ai sistemi biometrici in relazione a generiche esigenze di ordine e sicurezza pubblica nonché una procedura d’urgenza che prevede forme di autorizzazione orale e successive convalide non assistite da adeguate garanzie giurisdizionali, con un livello di tutela inferiore rispetto a quello previsto per altri strumenti investigativi di analoga invasività”.
E ancora: “Le libertà costituzionali di riunione, associazione, partecipazione politica e manifestazione del pensiero sono a serio rischio perché nel testo proposto dal governo manca una disciplina che escluda in modo espresso il ricorso ai sistemi biometrici sulla base della sola partecipazione a manifestazioni, eventi politici, sindacali, religiosi o associativi e che impedisca effetti dissuasivi sull’esercizio delle libertà democratiche. Queste e altre osservazioni sono contenute nel parere di minoranza del M5S, quel decreto legislativo è pericoloso e il governo deve ritirarlo”, concludono.

