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Riconoscimento facciale, Palazzo Chigi si appella all’Ue ma Bruxelles frena: “Negli spazi pubblici è vietato dall’AI Act”

Palazzo Chigi assicura che l’azione del governo resterà pienamente all’interno delle regole europee

Riconoscimento facciale, Palazzo Chigi si appella all’Ue ma Bruxelles frena: “Negli spazi pubblici è vietato dall’AI Act”

AI, Bruxelles ribadisce il divieto sul riconoscimento facciale. La replica di Palazzo Chigi: “Rispettiamo le regole europee”

Botta e risposta tra Bruxelles e Palazzo Chigi sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici, mentre in Italia è in discussione il decreto legislativo sull’intelligenza artificiale. Da un lato la Commissione europea ribadisce che l’AI Act vieta il ricorso a questa tecnologia negli spazi pubblicamente accessibili; dall’altro il governo assicura che l’Italia continuerà a muoversi nel pieno rispetto della normativa europea e delle garanzie costituzionali.

Nel corso del Midday briefing, un portavoce della Commissione europea ha ricordato che “il riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili è una pratica vietata dalla legge sull’IA (AI Act)“. “Non vogliamo che con l’IA – dice Bruxelles – ci sia un controllo pubblico su dove noi e voi ci spostiamo quotidianamente negli spazi pubblici accessibili, quindi questo è un chiaro divieto”. Il riferimento arriva mentre in Italia è all’esame il decreto legislativo di attuazione della disciplina sull’intelligenza artificiale. Tuttavia, la Commissione evita di entrare nel merito del testo italiano. “Sul caso specifico italiano, non ho tutti gli elementi. Non sto giudicando in anticipo ciò che sta accadendo attualmente in Italia”, ha precisato il portavoce.

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Alla presa di posizione di Bruxelles è seguita quella di Palazzo Chigi. Fonti della Presidenza del Consiglio sottolineano che “sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili l’Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall’AI Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’Autorità giudiziaria”. Il governo rivendica inoltre il lavoro svolto finora sul fronte della regolamentazione dell’intelligenza artificiale.

Secondo le stesse fonti, “l’Italia si pone all’avanguardia nella governance dell’intelligenza artificiale“. E aggiungono: “Siamo stati i primi in Europa ad adottare una normativa di sistema e a darne rapida attuazione. Il Governo continuerà a lavorare in questa direzione, nel rispetto della visione che porta avanti fin dall’inizio, per uno sviluppo e un’applicazione dell’IA centrata sull’uomo e governata dall’uomo”.

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