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Riviste del primo ‘900 agli Uffizi. Superato il milione di visitatori

Successo del ministro Gennaro Sangiuliano

Riviste del primo ‘900 agli Uffizi. Superato il milione di visitatori
Gennaro Sangiuliano

Ministro Sangiuliano: grande successo della Mostra sulle Riviste del primo ‘900 agli Uffizi

 

La mostra “Riviste. La cultura in Italia nel primo ‘900”, inaugurata agli Uffizi lo scorso 15 giugno insieme al presidente del Senato Ignazio La Russa, taglia il traguardo del milione di visitatori. Un successo di pubblico in poco più di quattro mesi che testimonia la bontà della scelta fatta, dando visibilità, in uno dei più importanti musei del mondo, agli elementi più nobili del dibattito intellettuale e politico italiano dei primi decenni del Novecento”, così il ministro della Cultura

Gennaro Sangiuliano.

Ed ancora:

“Le avanguardie culturali del primo Novecento costituirono un momento di grande originalità e fervore per la cultura italiana, che si svecchiò e assunse una dimensione europea. Fu un periodo fondamentale per Firenze, perché in quel momento la città rappresentò il fermento culturale della nuova Italia che stava nascendo intorno alla rivoluzione industriale”.

La Mostra sarà aperta fino al 7 gennaio prossimo e dimostra che le italiane e gli italiani, opportunatamente stimolati, rispondano in massa ad eventi culturali.

Anche i successi dei Musei aperti e gratuiti in alcuni giorni stanno lì a dimostrarlo.

Gli organizzatori sono gli stessi Uffizi e la Biblioteca Nazionale di Firenze. La curatela è di un trio tutto al femminile: Chiara Toti, Giovanna Lambroni e Simona Mammana.

Il periodo temporale va da inizio secolo al 1915, con una cauta estensione al 1920, quindi sostanzialmente il primo quarto di secolo che fu foriero della preparazione di eventi estremi, come la Prima Guerra Mondiale e poi il Fascismo. Abbiamo le invettive ribelli della rivista “Leonardo” guidata da due scrittori del calibro di Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini.

Poi c’è “La Voce”, sempre di Prezzolini e ancora “Lacerba” di Ardengo Soffici, Aldo Palazzeschi e Giovanni Papini. Ma ormai siamo sul limine del futurismo e della rivista “Poesia” di Filippo Tommaso Marinetti. Ma non tutte le riviste sono conservatrici, nazionaliste o di “destra”. Nella mostra si può vedere anche “La rivoluzione liberale” di Pietro Gobetti e “L’Ordine Nuovo” di Antonio Gramsci, fondatore del PCI a riprova dell’enorme fermento intellettuale di quel particolare periodo storico.

Poi negli anni venti sarà la volta di “Strapaese” di Leo Longanesi e poi anche “L’Italiano” e “il Selvaggio” di Mino Maccari. C’è pure una rivista difficilmente trovabile – a causa della censura del Regime -: “900”, fatta da Curzio Malaparte e Massimo Bontempelli. E ancora “Il Regno” di Enrico Corradini e “La Critica” di Benedetto Croce e Giovanni Gentile.

A proposito dell’autore di “Leonardo” e “La Voce”, Giuseppe Prezzolini, c’è da segnalare il libro del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, con prefazione di Francesco Perfetti dal titolo: “Giuseppe Prezzolini. L’anarchico conservatore” (ora Oscar Mondadori, prima edizione 2008).

Speriamo che la Mostra sia itinerante e non si fermi solo a Firenze e magari faccia il giro delle città d’arte italiane che fortunatamente non ci mancano e che ci sono invidiate in tutto il mondo.