Governatori, Senato, Vannacci: il piano di Meloni per estromettere Salvini. Retroscena
Salvini è sotto assedio, e non solo per colpa sua. Dietro la crisi ci sarebbe un disegno preciso: non degli avversari, ma di Giorgia Meloni. A rivelarlo è una fonte interna alla maggioranza, parlando ad Affaritaliani nel giorno della ripresa dei lavori alla Camera. Secondo quanto riferito, il problema della premier non sarebbe tanto un Salvini alleato, quanto un Salvini autonomo.
È lui che rivendica linee proprie su esteri, Europa, sicurezza, economia; è lui che si mette di traverso a Palazzo Chigi. Lui, non Tajani. “Quando Meloni detta la linea, il ministro degli Esteri e vicepremier la segue senza battere ciglio. Non dà fastidio”, rivelano alla nostra testata. A Meloni converrebbe quindi un centrodestra dove Fratelli d’Italia resta baricentro, Forza Italia fa da sponda moderata e la Lega si riduce a comprimario. Non serve una crisi di governo. Basta lasciare Salvini senza ossigeno.
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A farlo sarebbe il fronte dei governatori del Nord – Fontana, Zaia, Fugatti, con Fedriga in bilico – che da settimane contestano la sua gestione del partito e che, secondo la ricostruzione, sarebbe sostenuto dalla Premier in vista di ipotetici affari prima del 2027.
In parallelo scotta anche il fronte Senato, con la posizione di Romeo capogruppo tutt’altro che blindata, e sullo sfondo circola persino l’ipotesi – respinta da Salvini – di un ritorno alla vecchia Lega Nord. Ma non è tutto. Ci sarebbe lo zampino della premier – dato praticamente per certo – anche dietro il caso Vannacci. Il generale erode voti alla Lega da destra ma è anche il jolly che Meloni potrebbe scoprire quando le converrà.
I segnali sono ambigui ma non casuali. Lo stesso Vannacci si è definito “il naturale interlocutore” del centrodestra, aprendo al dialogo con chi condivide i suoi “principi e valori”, e ha speso parole di apprezzamento per Meloni, indicandola come possibile futuro capo dello Stato. Meloni, dal canto suo, a giugno aveva tenuto le distanze, ma senza mai sbatter la porta del tutto. Tra i governatori che chiedono conti e Vannacci che gli mangia elettorato a destra, Salvini prova a comprare tempo con un’offerta sulle liste. Ma è la mossa di chi difende una trincea, non di chi detta l’agenda.


