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Politica
Lega/ Ansia per Zaia in Veneto. La verità sul ritorno con Berlusconi


Il punto principale dell'accordo tra la Lega e Forza Italia sulle elezioni regionali del 31 maggio - come anticipato martedì da Affaritaliani.it - è certamente la rinuncia da parte del Carroccio al proprio candidato, il vicesegretario federale Edoardo Rixi, in Liguria per far posto al catapultato Giovanni Toti, consigliere politico del partito di Silvio Berlusconi. E' evidente che per Matteo Salvini è stata una scelta sofferta e dolorosa. La campagna elettorale di Rixi, che non ha affatto preso bene la notizia della sua sostituzione, era già avviata, con tanto di comizio a Genova di presentazione poche settimane fa con le liste quasi pronte. Non solo. Nei sondaggi il leghista Rixi sembrava l'unico in grado di battere il Pd di Renzi.

E allora, che cosa è successo? Perché questa capriola dell'altro Matteo? Semplice. Nei sondaggi nazionali la Lega sta pericolosamente perdendo consensi (l'Istituto Piepoli un mese fa dava il Carroccio al 16% mentre oggi è sceso al 14,5) e la paura è tanta soprattutto per l'esito delle urne in Veneto. La riconferma di Luca Zaia alla guida della Regione è fondamentale per Salvini e una sconfitta minerebbe alle fondamenta tutto il suo progetto politico vanificando gran parte del lavoro fatto nell'ultimo anno. Stando ai sondaggi riservati visionati da Affari, Zaia avrebbe un vantaggio sulla democratica Alessandra Moretti di circa tre punti. Troppo poco per stare tranquilli. Lo strappo di Flavio Tosi, che correrà per la carica di Governatore insieme all'Ncd di Alfano e che potrebbe arrivare alla doppia cifra, obbliga Salvini a puntellare Zaia. E, nonostante nei sondaggi Forza Italia in Veneto sia ormai sotto il 10%, l'ex Cav potrebbe comunque essere determinante anche con un 7-8% per la vittoria dell'ex ministro dell'Agricoltura.

Berlusconi conosce bene questi numeri e se li è giocati nella trattativa con il leader leghista. "Vuoi che Zaia vinca? Lascia la Liguria e sostieni Toti", ha detto Silvio a Matteo. Il quale, a malincuore, ha dovuto accettare. Ma Salvini ha rinunciato anche a presentare le liste di NoiConSalvini in Campania, per "non disturbare" il Centrodestra anche se sarà presente in Puglia. Segno che l'ex premier al Sud punta tutto su Stefano Caldoro e dà quasi per persa la sfida di Fracesco Schittulli. In Toscana, vista anche la legge elettorale a doppio turno, la Lega correrà da sola con l'economista Claudio Borghi Aquilini e se il Pd non vincerà al primo giro le alleanze si faranno per il ballottaggio. Accordo in Umbria confermato mentre nelle Marche il Carroccio si presenterà da solo con l'ex parlamentare Luca Paolini. Insomma, l'accordo non è su tutte e sette le Regioni chiamate al voto, come avrebbe voluto Berlusconi, ma la rinuncia a Rixi in Liguria e l'assenza in Campania sono scelte difficili per Salvini e che potrebbero costargli care.

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