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Sbarra a La Piazza 2026: “La Zes una nuova strategia di politica industriale, la direzione del governo Meloni sul Sud è quella giusta”

Intervista a Luigi Sbarra, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per il Sud, ospite alla kermesse di Affaritaliani

Sbarra a La Piazza 2026: “La Zes una nuova strategia di politica industriale, la direzione del governo Meloni sul Sud è quella giusta”

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La ZES può rilanciare il modello di sviluppo del Sud oppure serviranno ulteriori interventi strutturali in futuro?

Intanto è una misura che ha superato il concetto di attrarre semplicemente investimenti, perché si sta configurando in questi anni come una vera nuova strategia di politica industriale rivolta essenzialmente alle piccole e medie imprese che decidono di investire nel Sud. Produce risultati molto significativi: in due anni circa 22 miliardi di investimenti privati realizzati, che hanno dato luogo a un impatto economico complessivo di 60 miliardi, con più di 72 mila nuovi posti di lavoro. Ovviamente, insieme alla ZES serve investire sulle infrastrutture. Pensiamo, per esempio, alla necessità di migliorare la qualità dei servizi pubblici, la viabilità e le infrastrutture in coincidenza con le aree industriali, artigianali e produttive, per elevare ulteriormente il livello di attrattività degli investimenti. Così come è necessario continuare a investire al Sud su due grandi temi: l’innovazione tecnologica e le competenze. Penso che questo Governo sul Sud stia dimostrando di avere una proposta efficace e concreta. Per il quarto anno consecutivo il Pil del Sud cresce più che nel resto del Paese, ripartono gli investimenti, si rafforza la natalità delle aziende e tocchiamo il massimo storico di occupazione, con 500 mila nuovi posti di lavoro dall’inizio della legislatura. La direzione che ha impresso il Governo Meloni sul Sud è quella giusta. Bisogna consolidarla e rafforzarla nei prossimi anni.

Ha parlato anche di posti di lavoro e occupazione. In che modo la ZES unica e questi investimenti nel Sud possono tradursi in salari adeguati, occupazione stabile e nuove competenze?

Dei 500 mila nuovi posti di lavoro realizzati dall’inizio della legislatura, il 90% è collocato nella componente a tempo indeterminato. Migliore è il tasso di occupazione femminile al Sud e anche quello giovanile. Bisogna puntare ulteriormente sui settori ad alto valore aggiunto per trattenere giovani diplomati e laureati, evitando che prendano la via della mobilità e dell’emigrazione. Però i risultati sono assolutamente significativi. Tanto del successo occupazionale di questi anni è collegato all’esperienza della ZES, all’impatto positivo che ha avuto al Sud il Piano nazionale di ripresa e resilienza, alla riforma delle politiche di coesione e ai grandi investimenti sulle infrastrutture viarie e ferroviarie, sull’alta velocità, sulla portualità e sul trasporto aereo. Oggi ci sono le condizioni per rafforzare la crescita del Sud, perché se riparte il Sud, come sta ripartendo, cresce l’intero Paese.