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Politica
Scandalo Expo, il faccendiere Frigerio. "Andavamo ad Arcore ogni lunedì"

I contatti del faccendiere Gianstefano Frigerio, più volte condannato, con Silvio Berlusconi e con la Regione trovano ancora più credito leggendo 104 pagine, quelle con cui la procura chiede l'arresto del manager Expo Angelo Paris. A darne notizia è il quotidiano La Repubblica. Come per il caso Ruby e per il Bunga Bunga, così per il caso Expo: ai pubblici ministeri basta incrociare i telefonini degli indagati con la cella telefonica di Arcore per avere i riscontri che servono. In cinque date, ecco che Gianni Rodighiero, collaboratore di Frigerio, si trova ad Arcore. E, una volta, ci vanno Rodighiero e Frigerio insieme.

"Tale dato - scrivono i pubblici ministeri - conferma la veridicità dei riferimenti effettuati da Frigerio ai suoi contatti con i massimi livelli politici del partito (...) per sponsorizzare ai massimi livelli la posizione di Angelo Paris". La ricostruzione dei fatti viene fatta dai giornalisti del quotidiano La Repubblica. Siamo a poche settimane fa. Il 28 marzo 2014 è un giorno importante per la "cupola". All'hotel Michelangelo, dove Berlusconi lancerà la campagna per le Europee, s'incontrano alle 11,35 Frigerio e Paris.

Nel frattempo (poco dopo le 11) Rodighiero è con Sergio Cattozzo, democristiano, ora Udc, beccato giovedì, al momento delle perquisizioni, con alcuni post-it, che aveva tentato di nascondere. Non c'è riuscito, aveva segnato l'importo delle tangenti ricevute dall'imprenditore Enrico Maltauro: (590mila euro in due anni, 490 più 100), con accanto lettere dell'alfabeto, date, suddivisioni, le percentuali dello 0,3 e dello 0,5 a seconda dell'appalto. I due parlano. Cattozzo: "Tieni conto che Gianstefano (incomprensibile) aver parlato di Berlusconi e Berlusconi...". Rodighiero: "Sì, e anzi gli ha parlato e in più gli ha anche scritto, perché l'ho visto io (inc.) andare ad Arcore. Sai che, non dico tutte le settimane, ma il lunedì e il venerdì (impreca), ci ho sempre la lettera da portare. Solo che adesso bisogna stare più abbottonati, c'è il cerchio magico di Berlusconi". I due passano dalla portineria dell'ufficio intitolato a Tommaso Moro e usato come base della cupola.

Dai verbali dell'inchiesta sugli appalti Expo e sanita' lombarda "risulta che non ho mai incontrato nessuno di quei signori, se non casualmente in un ristorante": e' quanto ha ribadito Roberto Maroni, spiegando il motivo che lo ha spinto a dare mandato ai suo avvocati a procedere legalmente contro 'Repubblica' per l'articolo dal titolo 'Expo, cosi' la cupola portava i pizzini ad Arcore e a Maroni'. "In un anno l'unico mio incontro con la cosidetta 'cupola' e' stato casuale mentre io entravo e questo personaggio usciva da un ristorante", ha sostenuto il governatore lombardo. Le persone coinvolte nell'inchiesta della Procura di Milano, ha affermato a 'Radio Padania', non le ho "mai viste, ne' incontrato ne' conosciute, mai ricevuto pressioni o telefonate".

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