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Sci, Cirio (Piemonte): “Lo stop è un insulto a chi fa impresa”

“Nei palazzi di Roma non sanno che cosa sia la vita reale”. Intervista di Affaritaliani.it al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio

Sci, Cirio (Piemonte): “Lo stop è un insulto a chi fa impresa”
Alberto Cirio
“Voglio sperare che questo atto sia l’ultimo del governo Conte e non il primo del governo Draghi”. Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, risponde così alla domanda di Affaritaliani.it se il ministro della Salute Roberto Speranza debba dimettersi dopo…

“Voglio sperare che questo atto sia l’ultimo del governo Conte e non il primo del governo Draghi”. Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, risponde così alla domanda di Affaritaliani.it se il ministro della Salute Roberto Speranza debba dimettersi dopo lo stop deciso solo domenica sera dello sci sulle montagne italiane. “Ora mi devo occupare di curare le ferite di chi se aveva quattro soldi li ha investiti fidandosi delle regole di questo Stato a cui paga le tasse. Voglio sottolineare che il Cts aveva questi dati da mercoledì scorso, ma l’ordinanza di Speranza è arrivata domenica alle ore 19”.

E ancora il Governatore del Piemonte: “Quanto accaduto è un insulto a chi lavora, un insulto a chi fa impresa, un insulto alle famiglie che si erano organizzate la loro vita, essendoci due giorni di festa per il Carnevale. Probabilmente nei palazzi di Roma non sanno che cosa sia la vita reale e la vedono molto lontana. Forse a Roma pensano che lo sci sia solo uno sport o un gioco, ma per la mia Regione, che si chiama Piemonte proprio perché ha le montagne, è il primo prodotto turistico con migliaia di posti di lavoro”.

“Lo scorso 4 febbraio 2021, non 2020 – spiega Cirio -, è arrivato dal Cts il via libera a sciare dicendo agli operatori addirittura di adeguarsi. Tutti sono partiti con quelle regole, assumendo più personale, spendendo soldi e vendendo online. Lo stesso Cts solo una settimana dopo cambia le regole sulla base di dati che conosce da mercoledì, però l’ordinanza arriva domenica sera alle ore 19. Ripeto, voglio vedere questo provvedimento come la coda del governo Conte che viveva fuori dalla realtà. Di Draghi mi fido”, conclude.