Il fatto è che si susseguono gli assalti politici contro gli esponenti di CasaPound e di Forza Nuova, pure movimenti diversi, da Torino a Palermo, da Pisa a Milano. Con la stessa proporzione che ci fu negli 70 e 80, in tono minore succede la cosa opposta: a Perugia sono stati aggrediti simpatizzanti di Potere al popolo. In mezzo, le forze dell’ordine, prese di mira. Si pensi ai fatti di Torino o al poliziotto bastonato a Piacenza.
La Repubblica italiana nasce antifascista, il partito fascista non può essere ricostituito, l’apologia del fascismo è un reato. Il fascismo fu una dittatura, anche violenta, e come tale condannabile, esattamente come le dittature comuniste: dalla Cina a Cuba all’ex URSS. Il fascismo fece l’errore indicibile delle leggi razziali. Ma CasaPound – si può essere d’accordo o meno, si pensi per esempio all’uscita dall’euro – non vuole rifondare il partito fascismo e accetta la democrazia. Sostanzialmente si ispira ad alcuni aspetti del fascismo, che ci saranno pure stati visto che non può essere stato tutto bianco o nero. CasaPound ha il diritto di esprimere le proprie idee.
In Italia, un paese sostanzialmente catto-comunista – un errore di fondo: il primo messaggio di Cristo è l’immortalità dell’anima e il comunismo sovietico professava l’ateismo di Stato – dove il liberalismo è misconosciuto, la cultura, la scuola, gli insegnati, gli autori dei libri di storia e filosofia guardano sostanzialmente a sinistra. Con grande probabilità di qui la chiusura pregiudiziale e illiberale. Di qui la convinzione di essere nel giusto da parte di chi (a volto scoperto, da vero antidemocratico: in democrazia si può protestare a testa alta, ma prendendosi le proprie responsabilità) si arroga il diritto di fare giustizia da solo e di bastonare le forze dell’ordine, che sono i veri difensori della democrazia. Come le Brigate Rosse: operai e studenti che processavano le persone in nome del popolo e gli sparavano in testa. Pregiudizio, quello dell’antifascismo, così cieco che si dimentica che sia nel comunismo che nel fascismo non c’è libertà di scegliere, ma se non altro nel secondo c’è quella di possedere. Che non vede che il comunismo è fallito – facendo milioni di morti, più del fascismo – perché non capisce la cosa più elementare e vera: gli uomini sono diversi, sono uguali solo di fronte alla legge.
Esempio di questa cultura. Si pensi alla cronaca del Corriere della Sera sui fatti di Torino dove sono stati feriti tre agenti: “Erano 500 a marciare sotto la pioggia. C’erano militanti dei centri sociali e attivisti No TAV (noti per anti-democraticità e vigliaccheria, visto che in Val di Susa lanciano molotov a volto coperto contro le forze dell’ordine, n.d.r.) anarchici e studenti. C’erano esponenti del movimento Potere al popolo. C’erano gli antifascisti insomma. Che con tutta la rabbia che avevano in corpo hanno urlato: “Andiamo a stanare i fascisti di CasaPound””.
Incredibile, ma vero: “Erano 500 a marciare sotto la pioggia… gli antifascisti… che con tutta la rabbia che avevano in corpo hanno urlato: andiamo a stanare i fascisti di CasaPound”

