A- A+
Politica
Scontro Pd-Forza Italia sui tempi delle riforme
La buvette della Camera alza i prezzi: su caffè e dolci


La commissione Affari costituzionali del Senato ha iniziato nel pomeriggio a votare i primi emendamenti dell'Italicum, ma in realtà la maggioranza attenderà la capigruppo di venerdì, subito dopo la legge di stabilità, per mandare il testo in Aula a dicembre o addirittura a gennaio. Come ha ribadito oggi il presidente del Consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi, incontrando i senatori dem, l'importante è avere l'ok alla nuova legge elettorale al Senato prima dell'elezione del nuovo capo dello Stato, che è attesa appunto per la seconda metà di gennaio, giorno più, giorno meno.
L'opposizione con M5s e Sel ha denunciato apertamente la tattica dilatoria messa in atto in queste ore dalla maggioranza: "Devono ritrovare un equilibrio e un accordo fuori da queste stanze - ha detto il senatore grillino Giovanni Endrizzi - e così noi lavoriamo a vuoto, la commissione è ormai esautorata, siamo in attesa che lorsignori decidano". In ufficio di presidenza la presidente e relatrice Anna Finocchiaro ha proposto di andare avanti oggi fino alle 19,30 cominciando dagli emendamenti all'articolo 1 ma diversi membri hanno lamentato il fatto che la trattativa sia stata spostata fuori dalla commissione.
Anche Loredana De Petris, di Sel, ha riferito di un dibattito sulla necessità di trovare un nuovo patto prima di procedere, dibattito nel quale Fi avrebbe anche minacciato di non votare le pregiudiziali di costituzionalità se ci arà una forzatura sui tempi. Il nodo centrale che sta a cuore al partito di Silvio Berlusconi - che è poi la stessa battaglia portata avanti dal leghista Roberto Calderoli - è la cosiddetta clausola di salvaguardia legata ad una norma elettorale transitoria. Un punto dirimente sotto due punti di vista: innanzitutto perchè solo legando l'Italicum alla riforma costituzionale c'è la certezza che la nuova legge elettorale entrerà in vigore solo alla Camera e non anche al Senato. "Calderoli chiede una cosa comprensibile - ha spiegato Mario Mauro di Gal - come si può votare una legge elettorale per una riforma che ancora non c'è".
Ma su questo punto il governo non sembra intenzionato ad aprire ad un nuovo patto con i suoi alleati e con Fi. E' "assolutamente stringente e urgente" il calendario indicato stamattina all'assemblea del gruppo del Pd, hanno sottolineato fonti del Nazareno, aggiungendo che "se Forza Italia o altri hanno intenzione di andare per le lunghe o fare melina", deve essere chiaro che "il Partito Democratico andrà avanti lo stesso per cambiare la legge elettorale, forte dei numeri e della determinazione riformatrice di cui l'Italia ha bisogno".
Il Pd renziano ha aperto oggi all'entrata in vigore differita dell'Italicum, anche oltre la primavera del 2016, ma non vuole un collegamento con la riforma costituzionale. E infatti Calderoli nel pomeriggio ha ammesso di "non vedere più alcun cammello dopo aver intravisto un dromedario...", metafora per spiegare la chiusura da parte del governo sulla sua richiesta di legare le due riforme per ritirare le migliaia di emendamenti presentati.
Stefano Ceccanti, costituzionalista di area Pd, spiega sul suo blog tutte le implicazioni politiche del caso: "Anzitutto mettere un vincolo senza data certa all`entrata in vigore dell`Italicum dopo la riforma costituzionale serve a bloccare in un limbo il primo e a non fare la seconda (per inciso: sarebbe anche inammissibile)".
In secondo luogo "il perfezionamento provvisorio del Consultellum in attesa dell`Italicum, ossia la norma transitoria, (che il Governo può sempre fare in caso di bisogno, quindi non c`è bisogno del Parlamento) favorirebbe chi vuole votare col primo. Invece un limite temporale preciso a entrata in vigore Italicum sincronizzato su riforma costituzionale (che vedrà come ultimo passaggio il referendum a inizio 2016) serve ad approvarle entrambe perché a quel punto - osserva -, con la sicurezza che l`Italicum entra in vigore, chi blocca la riforma costituzionale si espone all'accusa di volere un assetto incoerente".
Il timore delle opposizioni è che Renzi voglia tenersi le mani libere su quale sistema elettorale adottare in caso di voto anticipato, paventando perfino un decreto che estenda l'Italicum al Senato. E non bisogna poi dimenticare che con la riforma elettorale si intreccia anche l'elezione del nuovo capo dello Stato, che Fi vorrebbe fare prima dell'ok alle riforme probabilmente per avere una maggior margine di trattativa.
La commissione quindi lavorerà oggi pomeriggio e poi interromperà le votazioni giovedì e venerdì per la legge di stabilità. Venerdì, poi, la capigruppo deciderà il calendario d'Aula in vista della pausa natalizia, e allora probabilmente governo e maggioranza chiederanno di calendarizzare l'Italicum a gennaio: per evitare un voto sulle pregiudiziali il 23 dicembre, sia per non forzare la mano con gli alleati di Ncd e Fi che hanno chiesto tempo sia per evitare il pericolo di qualche assenza natalizia di troppo.

Tags:
riforme
Loading...

i più visti

casa, immobiliare
motori
Gladiator: design autenticamente Jeep

Gladiator: design autenticamente Jeep


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.