Il decreto legge con le nuove norme sulla scuola sarà in vigore già da quest’anno. Lo ha confermato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara nel corso della conferenza stampa che si è svolta alla Camera, in cui la Lega ha presentato le sue proposte per contrastare l’integralismo islamico e garantire regole chiare a chi vive in Italia. Il pacchetto interviene su scuola, cittadinanza, luoghi di culto, predicatori e finanziamenti dall’estero, muovendo da un principio chiaro: no a zone franche né “classi ghetto”. Vanno rispettate le leggi e i valori su cui si fonda la società italiana.

Le polemiche
Valditara, in collegamento, è tornato sulle reazioni suscitate dall’annuncio del provvedimento: “Sono state usate parole improprie, che in un Paese civile avrei preferito non sentire: razzismo, suprematismo, sciocchezze di vario genere. Sono state strumentalizzate anche le parole del Presidente Mattarella: ha detto la stessa cosa che diciamo noi. Rischiamo di perdere di vista il senso vero di questa legge.” Il ministro ha poi rivendicato la paternità politica dell’iniziativa rispetto al Vannacci: “Non inseguiamo Vannacci, è Vannacci che insegue noi.
Sul coinvolgimento delle famiglie, definito “strategico”, Valditara ha citato il lavoro condotto con l’Agenda Sud e l’Agenda Nord dedicate alle periferie dei grandi centri urbani settentrionali. Ha poi richiamato i dati OCSE: “La composizione delle classi è tra i fattori che possono indebolire il sistema: le scuole con maggiore concentrazione di studenti con background migratorio registrano indicatori scolastici meno favorevoli. L’OCSE individua anche altri fattori: chi non conosce la lingua va peggio a scuola. Sono risultanze oggettive, con buona pace dei polemisti professionisti.” Ha aggiunto che diversi ministri, anche di altri governi, si sono posti lo stesso problema: “Un fondamento questa problematica ce l’avrà pure.”
Per Valditara, nella proposta non ci sarebbe nessun criterio razziale: “Chi dice il contrario mente. Finora le circolari avevano valore di semplice raccomandazione: io ritengo fondamentale fare un salto in avanti. Le classi con oltre il 30% di studenti stranieri sono solo 34mila. Non è una norma contro qualcuno, ma per qualcuno. Le mamme avranno la possibilità di emanciparsi.” Quanto al divieto di burqa e niqab, Valditara ha rivendicato quella che è una battaglia storica del suo partito: “Il problema l’ho già posto in passato, è una storica battaglia della Lega, anche se qualcuno cerca di appropriarsene. Dobbiamo combattere il patriarcato e gli strumenti culturali che considerano la donna inferiore.” Il decreto, ha confermato, entrerà in vigore immediatamente.
Le misure sulla scuola
La proposta, che si compone di cinque articoli, propone un decreto legge per contrastare le “classi ghetto” e garantire una vera integrazione. La norma introduce un tetto del 30% agli studenti che non conoscono adeguatamente l’italiano: non conterà quindi la semplice cittadinanza, ma il livello linguistico. Saranno esclusi dal limite, ad esempio, i ragazzi che hanno frequentato la scuola dell’infanzia in Italia o un numero sufficiente di anni nel sistema scolastico italiano.
Gli uffici scolastici territoriali coordineranno i presidi per distribuire in modo più equilibrato gli studenti tra le scuole di prossimità; dove ciò non sarà materialmente possibile, sono previste deroghe e un potenziamento dell’insegnamento dell’italiano. A differenza della precedente circolare Gelmini, come ha sottolineato Valditara, la nuova misura sarà una norma di legge vincolante, con un meccanismo pensato per renderla realmente operativa. L’obiettivo è evitare concentrazioni che rallentano l’apprendimento di tutti gli studenti, contrastare la fuga delle famiglie italiane dalle scuole con un’elevata presenza di stranieri e favorire l’integrazione attraverso la conoscenza della lingua, definita “strumento indispensabile”.
La proposta prevede inoltre il divieto di burqa e niqab a scuola. L’obbligo scolastico resta pienamente valido: una famiglia non può sottrarre una ragazza alla scuola per aggirare il divieto, essendo già previste dalla legge sanzioni per i genitori in caso di violazione dell’obbligo di istruzione.
Il decreto stabilisce infine l’obbligatorietà di corsi di italiano per i genitori degli studenti stranieri con particolari difficoltà di apprendimento o comportamentali riconducibili alla barriera linguistica in famiglia.


