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Politica
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Guglielmo Epifani è segretario Pd e il più contento sabato sembrava il presidente del Consiglio Enrico Letta, che finalmente può contare su una guida solida per il partito. In realtà, molto soddisfatti sono anche Pier Luigi Bersani e Dario Franceschini, grandi registi dell'operazione che ha portato l'ex segretario Cgil alla guida del partito. Fino al congresso, per ora, ma tutti hanno notato che Epifani non ha fatto alcun cenno, durante il suo intervento, ad un mandato limitato a questi mesi: tutti, nei capannelli a margine dell'assemblea, scommettevano che l'area Bersani-Franceschini ha trovato anche il possibile candidato da contrapporre a Gianni Cuperlo al congresso.

L'aria non era proprio di festa: dei 950 aventi diritto, poco meno di 600 hanno partecipato e votato e solo 458 ha detto sì al nuovo segretario. Di questi tempi, però, si preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno, dopo le scene viste in occasione dell'elezione del capo dello Stato è già un risultato che nessuno si sia contrapposto ad Epifani e che anche il dissenso nel segreto dell'urna sia rimasto contenuto.

Il nuovo segretario ora dovrà come prima compito dare vita ad una nuova segreteria, che si assicura sarà "snella" e che probabilmente vedrà il renziano Lotti al posto di Nico Stumpo come responsabile organizzazione. Possibile anche l'ingresso in segreteria di Stefano Di Traglia, portavoce di Bersani in questi anni. I 'big' Massimo D'Alema, Walter Veltroni, Giuseppe Fioroni, Dario Franceschini tacciono, si limitano ad ascoltare gli interventi e non commentano nemmeno a margine. Si fanno sentire invece Rosy Bindi e i prodiani, guidati da Sandra Zampa e Sandro Gozi, che ancora non hanno digerito l'affossamento della candidatura Prodi per il Quirinale: "Hanno affossato Prodi per far nascere il governo delle larghe intese", ha detto la Zampa. Un'accusa pesante, riecheggiata anche dalla Bindi.

Adesso la vera partita sarà sulle regole: per capire quanti e chi saranno i candidati alla segretaria bisognerà aspettare che si decida se modificare o no la norma che attribuisce di diritto al segretario del partito il ruolo di candidato premier. Matteo Renzi la vuole cambiare, e sono d'accordo con lui dalemiani, franceschiniani, bersaniani. Sono però contrari Rosy Bindi, i prodiani, Veltroni, Cofferati. Renzi non vuole correre per la segreteria, ma un po' dipenderà anche da questa norma.
 

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