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Senza legge elettorale

La nuova legge elettorale non decolla

Senza legge elettorale
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I partiti perdono tempo sulla legge elettorale

La legge elettorale attualmente vigente è -come noto- il Consultellum e cioè quanto resta dalle modifiche apportate in due tempi dalla Corte Costituzionale prima al cosiddetto Porcellum e poi al mai utilizzato Italicum.

Questa legge che abbiamo è asimmetrica e cioè può produrre facilmente maggioranze diverse alla Camera e al Senato e non solo; il giorno delle elezioni può non esserci un chiaro vincitore a meno che -alla Camera- un solo partito (“lista”) ottenga il 40 % dei voti ed in più presenta delle liste bloccate per circa 1/3 dei Deputati eleggibili sempre alla camera.

Le forze politiche, prima del referendum che ha sancito la fine dell’era Renzi (almeno per ora) avevano detto che in un battibaleno avrebbero, in caso di sconfitta del Si, messo mano alla riforma e si sarebbe andati presto al voto.

Così Renzi voleva fare, insieme a Grillo e Salvini ma ostacolato dal nuovo governo, da Mattarella, Berlusconi e la sinistra Dem sia pur con motivazioni diverse e spesso addirittura opposte.

Ma a guardar bene nel sonnacchioso Parlamento primaverile nulla si muove in tal senso tanto che di riforma elettorale si parlerà solo dopo le primarie del Pd previste per fine aprile e quindi a maggio e poi ci sarà il G7 e poi le “vacanze” e poi la torrida estate e il dorato autunno con la sua “finanziaria” che in genere non è affatto un buon viatico per riforme e voti.

Insomma al di là dei proclamoni ufficiali dei partiti pare ben difficile che qualcosa cambi sia nei tempi che nei modi del voto.