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Politica
Sirchia: “La cattiva politica ha ammazzato la Sanità, oltre che l’economia”

L’Ufficio parlamentare di Bilancio a dicembre 2019 sul focus “Lo stato della sanità in Italia” ha parlato di “forti ridimensionamenti dei finanziamenti” e di “riduzione delle risorse reali allocate alla salute […] in connessione con le politiche di risanamento delle finanze pubbliche”. Nel 2013 si spendevano 2.500 dollari pro-capite, nel 2013 2.250 e poi sostanzialmente gli investimenti nel comparto sanitario si sono bloccati.

Il dato della Fondazione Gimbe presentato a settembre 2019 è allucinante, ed oggi ci mostra con tutto il peso che stiamo vivendo sulla nostra pelle il significato di queste scelte: “Nel decennio 2010-2019 tra tagli e definanziamenti al Servizio sanitario nazionale sono stati sottratti circa 37 miliardi di euro.”

Con queste disastrose premesse ci agganciamo all’ex Ministro della Salute Girolamo Sirchia, l’uomo eclissatosi dopo avere combattuto la lobby del fumo e la SARS nel 2003, intercettato dal quotidiano Libero per una intervista.

Non è un sovranista, non è un no global, è fuori dalla cerchia elettorale, ha 86 anni ed una vita da medico: “Purtroppo abbiamo subito l'influenza negativa di alcuni economisti, che sono intelligenze importanti ma pericolose: vivono di slogan e formule ma sono lontani dalla realtà e dalla società.”

Rispetto alla moda dei tecnici: “Io arrivavo dagli ospedali, conoscevo la vita e la sofferenza. L'Italia invece, ma direi tutta l'Europa, negli ultimi anni si è messa in mano a dei guru, spesso al servizio della grande finanza internazionale e delle banche, che hanno imposto al Paese un Mes da 120 miliardi come contributo a un Fondo Salva-Stati, che è in realtà un fondo di salvataggio delle banche franco-tedesche.”

In un Paese con la coscienza addormentata, dove arrivano decreti lenti, confusionari, non omogenei, dove le bozze delle disposizioni circolano al mattino facendo impazzire le stazioni dei treni per i rientri a casa, dando la colpa ai cittadini ovviamente in preda al panico, le sue parole sono stilettate al corpo elettorale, a tutti noi:

“Quasi tutti i governi italiani degli ultimi anni hanno avallato le disastrose strategie economiche globaliste della Ue per incapacità e debolezza. Erano e sono esecutivi con scarso consenso popolare, minacciati da continui rating negativi e dallo spread. È ora di finirla, dobbiamo mandare al governo uomini capaci e non manichini disponibili a firmare ogni compromesso.”

Un monito che colpisce l’unico grande responsabile di questa catastrofe, il cittadino in qualità di elettore, di fruitore della rappresentanza politica, di medium imprescindibile per scovare il furfante di Stato:

“La cattiva politica ha ammazzato la sanità pubblica italiana e sta ammazzando tutta l'economia del Paese. I tagli sono figli della spending- review, che i nostri politici si sono bevuti per ottenere il plauso dei globalisti. Il risultato è che non abbiamo sostituito i medici che andavano in pensione e per anni non abbiamo rimpiazzato i primari perché costava troppo e trasformavamo i vice in facenti funzione.

Ci ritroviamo con macchinari vetusti e non assumiamo più infermieri, noleggiamo quelli delle cooperative, che ti mandano gente volenterosa ma che non parla neppure l'italiano. E poi, la sciagura delle sciagure per la sanità: abbiamo iniziato a fare le gare d'appalto al massimo ribasso, che premiano solo i prodotti scadenti. La potenza cinese l'abbiamo costruita noi con la nostra imbecillità da spending-review.”

E se la politica e l’economia per qualcuno debbano essere scisse dalla gestione della Salute, ecco la risposta:

“Le mascherine contro il coronavirus. Per tranquillizzare i donatori ho contattato un'azienda italiana che le produceva. Mi ha detto che ha chiuso il settore perché nessuno le comprava in quanto gli ospedali acquistavano quelle cinesi, che sono una porcheria ma costano poco. Ora noi tutti per le strade giriamo con mascherine poco utili a frenare la diffusione del virus. L'Italia è diventata povera e insicura grazie agli economisti che hanno imposto la globalizzazione cavalcata dagli speculatori e l'Europa si è accodata pur vedendo che i Paesi crollavano.”

Un fiume di verità spesso indicibili in questo Paese perbenista e contorto nella sua burocrazia che è anche uno schema di vita e mentale, abbiamo visto in questi giorni saccenti medici, anestesisti, prendere la parola sui social in maniera virale, essere rilanciati in tv diventando Santità nel tempio: “I medici hanno le loro responsabilità. Molti hanno avuto atteggiamenti narcisisti. Se lei mette un medico davanti a una telecamera, lui parla anche se è spenta.”

Per finire sulla prevenzione, l’Italia ha fatto come il pastore che chiude la stalla dopo che tutti i buoi son scappati: “Isolare i cinesi che tornavano dal loro Capodanno, dove si abboffano di ogni schifezza, avrebbe frenato il contagio. La quarantena non è un'offesa. Conte e Speranza hanno sdrammatizzato e accusato la Lega di razzismo; ora gridano al lupo, ma chi li ascolta? Se lo Stato non parla con una voce unica e coerente, il Paese va nel panico, ovvio. Gli italiani hanno capito che all'inizio la vicenda è stata affrontata dal punto di vista politico e non sanitario e molti hanno perso fiducia.”

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