“Abbiamo bisogno ancora di un po’ di tempo”. L’aula del Senato ha appena terminato l’esame degli emendamenti al ddl Bilancio quando il vice ministro dell’Economia, Enrico Morando, prende la parola. “Serve qualche ora. Mi impegno a fare in modo che alle 17.00 possa cominciare il nostro lavoro regolarmente” con la presentazione del maxiemendamento “sul quale il governo porrà la fiducia”. E Morando ha spiegato che l’emendamento non può essere ancora presentato perchè “il mancato completamento dei lavori in commissione provocato la mancanza di relazione tecnica su ciò che non è stato posto materialmente al voto. La relazione tecnica va quindi fatto adesso”.
Intanto, sindacati sul piede di guerra contro la legge di stabilità. I sindacati sono pronti a continuare l’occupazione delle Province per protesta, stando a quanto si legge in una nota. “Oggi la mobilitazione si estende a tutte le Province italiane, e senza un intervento del Governo, un passo indietro su provvedimenti dannosi e insensati, non si fermerà”, scrivono Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Giovanni Torluccio, Segretari Generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl. I sindacati sottolineano il rischio di esuberi per 20mila lavoratori a tempo indeterminato e del licenziamento per oltre 2mila precari e “i pesanti tagli” previsti dalla legge di stabilità. E si attende per oggi il voto sul maxi emendamento del governo.
“Chiediamo al Parlamento di evitare il peggio, alle Regioni di fare la loro parte”, prosegue il comunicato. I tagli, spiegano i leader sindacali della P.a., “mettono a rischio il funzionamento dei servizi di area vasta, dalla sicurezza scolastica alla tutela ambientale, passando per la viabilità e le politiche attive sul lavoro. Una mobilitazione cresciuta in queste settimane e che oggi raggiungerà il suo apice in tutto il Paese, dopo le prime occupazioni di ieri”. “Chiediamo un riordino vero. Ma il Governo abbandoni certi toni. Ognuno – concludono Dettori, Faverin e Torluccio – faccia la propria parte. Ma senza un dialogo vero la mobilitazione continua”.
