Collaborazione sul terremoto. Mediazione sul Campidoglio. Stop agli attacchi pesanti contro il governo e il Partito Democratico. C’è qualcosa di nuovo nella politica italiana e non riguarda soltanto Silvio Berlusconi sempre più vicino ad Alfano (quindi a Renzi) e sempre più lontano da Salvini e dalla Meloni. Beppe Grillo, tornato leader indiscusso del Movimento 5 Stelle, ha imposto una virata netta negli ultimi giorni, soprattutto dopo la fortissima scossa di terremoto di domenica scorsa. Sono giorni che non si registrano i soliti affondi pentastellati contro Renzi e il governo e anche sul referendum del 4 dicembre i toni sono molto più pacati rispetto alle precedenti settimane.
Che cosa sta succedendo? Non siamo davanti ad un’alleanza Pd-M5S, però il clima è sicuramente diverso. L’ipotesi è quella di una collaborazione in Parlamento sulla Legge di Bilancio e sull’eventuale modifica della legge elettorale. Grillo, appoggiato da Luigi Di Maio e molto meno da Alessandro Di Battista, ha fiutato le manovre di riavvicinamento Berlusconi-Renzi, svolta che tarperebbe le ali ai 5 Stelle, ed ecco che il cambio di toni di questi giorni, ufficialmente legato al terremoto, ma che in prospettiva (soprattutto se si andasse verso un sistema elettorale proporzionale) potrebbe riaprire le ipotesi di collaborazione tra Pd e M5S. Ovvero ciò che tentò di fare Bersani nel 2013 ma che fallì miseramente portando alla nascita dell’esecutivo guidato da Enrico Letta.


