“Il premier convochi subito il tavolo di coesione nazionale”. Parola di Renato Brunetta. Se perfino il capogruppo alla Camera di Forza Italia, il più anti-renziano di Forza Italia (sempre pronto a rilanciare i sondaggi sul voto del 4 dicembre che danno in testa il no), parla di ‘coesione nazionale’ vuole proprio dire che il clima politico, dopo l’ennesima fortissima scossa di terremoto nel Centro Italia, è cambiato davvero. Beppe Grillo ha detto domenica di essere pronto a collaborare, e quindi ad attaccare l’esecutivo restano solo Salvini e i leghisti. Ma l’emergenza sisma è destinata ad abbassare i toni dello scontro politico, con Silvio Berlusconi in prima linea nella disponibilità a collaborare con Palazzo Chigi e con il Pd in Parlamento.
D’altronde è impossibile dimenticare quel titolo de Il Giornale “Forza Renzi” subito dopo il primo terremoto, quello del 24 agosto scorso. A questo punto – secondo gli osservatori e gli esperti di sondaggi – il presidente del Consiglio potrebbe rafforzarsi in vista del referendum istituzionale (sempre che non venga rinviato al 2017). Ritornano così le voci di un Patto del Nazareno all’amatriciana esteso questa volta anche ai 5 Stelle. I punti sul quale potrebbe realizzarsi questa convergenza maggioranza-opposizioni (tranne la Lega) sono in particolare la battaglia con l’Europa sulla Legge di Bilancio e la crisi dei migranti. E’ possibile che nei prossimi giorni arrivi anche un appello del Capo dello Stato ad abbassare i toni e a fare squadra per affrontare l’emergenza terremoto. Mattarella potrebbe quindi essere il garante di quella ‘coesione nazionale’ di cui parla Brunetta.


