Lo scontro tra governo e magistrati continua, anche dopo la bocciatura del referendum sulla separazione delle carriere. Il dibattito si è acceso a La Piazza dal palco di Ceglie Messapica, alla kermesse di Affaritaliani, infatti, importanti esponenti dell’esecutivo e della magistratura si sono scontrati dialetticamente su diversi temi, uno su tutti l’affollamento delle carceri. E proprio la questione carceri è al centro del nuovo scontro, in seguito alla decisione del tribunale di Torino di scarcerare dopo una sola notte in cella il 42enne bengalese che ha molestato una 13enne a Torino. Una decisione che ha subito portato all’invio degli ispettori in tribunale per verificare la procedura adottata. Il ministro Nordio non ha voluto sentire ragioni, considerando questa scarcerazione non giustificata. L’Anm ha subito risposto a Nordio: “Gli ispettori non servono”.
Non possiede una residenza ufficiale, ha un documento valido per l’espatrio e nulla che lo trattenga a Torino, la sua famiglia vive in Bangladesh. In pratica, – riporta Il Corriere della Sera – l’autore delle molestie potrebbe scappare e sottrarsi alla giustizia. Sono solo alcuni degli elementi che la procura di Torino riporta nel ricorso al Riesame contro l’ordinanza della gip che aveva disposto la scarcerazione — con obbligo di firma —, 48 ore dopo il fatto, del 42enne che venerdì scorso ha molestato una ragazzina di 13 anni all’interno del minimarket in cui lavorava, nel quartiere Madonna di Campagna. Nuovo scontro governo-magistrati.


