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Politica
Toscana, corruzione elettorale: "Emendamenti Pd sui rifiuti in cambio di voti"

Toscana, lo scandalo rifiuti e voto di scambio travolge il Pd

La Procura di Firenze ha chiuso l'indagine che riguarda la Regione Toscana e fa tremare il Pd. L'accusa: "Emendamenti dei dem sui rifiuti in cambio di voti alle Regionali". La manovalanza, secondo la Direzione distrettuale antimafia - si legge sul Fatto Quotidiano -, era affidata alla ’ndrangheta: il lavoro sporco lo facevano personaggi legati ai clan. Gli scarti cancerogeni delle lavorazioni delle pelli, secondo l'accusa, venivano sversati nei canali e nei campi. Gli stessi materiali, insieme a ceneri e fanghi tossici, sono stati mischiati in modo clandestino agli inerti e utilizzati per riempire fondamenta e strade, edifici residenziali e persino aeroporti. Così - facendo sparire otto tonnellate di residui della concia contaminati da cromo, arsenico, borio e selenio - hanno avvelenato un pezzo di Toscana.

Ed è proprio da questo filone - prosegue il Fatto - che emergono le novità più importanti dell’inchiesta “Keu”, chiusa ieri dalla Procura fiorentina, e che rischia di travolgere pezzi importanti del Partito democratico: una nuova contestazione di corruzione elettorale coinvolge un big locale del partito, il consigliere regionale Andrea Pieroni, molto vicino al segretario Dem Enrico Letta. Nel 2014, in occasione delle elezioni regionali toscane, l’ex premier accolse in Toscana per sostenere Pieroni: “Ci conosciamo da quando abbiamo i pantaloni corti, da lui comprerei anche un’auto usata". Fra i 38 indagati ci sono altri due volti noti del Pd sul territorio: Giulia Deidda, sindaca di Santa Croce sull’Arno, comune pisano che ospita il distretto della concia, è indagata per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti; Ledo Gori, capo di gabinetto di due presidenti della Regione Toscana (non indagati), è accusato di corruzione.

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