Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
“Il punto è che quello che si propone di fare Tsipras avrebbe dovuto farlo Renzi. Mentre sei mesi fa Renzi impersonava la speranza di cambiamento in Europa, dopo un semestre evanescente oggi la svolta è affidata alla vittoria di Syriza”. Lo afferma ad Affaritaliani.it Alfredo D’Attore, esponente di spicco della minoranza Pd. “Tsipras si presenta di fronte all’Europa con un programma molto netto e molto chiaro e non subalterno alle ricette della Merkel. Il problema è portare il Pd su queste posizioni”. Ma se il premier si sposta sempre più al centro che cosa accadrà? “Vedremo. La sinistra esiste in natura, quindi in un modo o nell’altro troverà le sue espressioni”. Scissione? “Allo stato la battaglia è nel Pd per fare in modo che svolga la sua funzione di grande partito della sinistra”. Germania, Grecia, Francia, Spagna… La sinistra radicale alza la testa in Europa. E in Italia? “Non si possono mettere insieme esperienze che sono molto diverse tra di loro. Tsipras vuole essere l’espressione di una sinistra di governo e non minoritaria. Come il Partito Comunista Italiano, che aveva una cultura di governo. Il problema non è mettere la sinistra in un cantuccio di testimonianza ma quello di restituirgli una funzione di governo, a partire dalle proprie idee e dalla propria visione di società”.
“Mi auguro che Tsipras vinca le elezioni in Grecia”, afferma ad Affaritaliani.it Gianni Cuperlo, uno dei leader della minoranza Pd. “Ma non credo che si debbano leggere le vittorie degli altri necessariamente come insegnamenti. Sono però la conferma che bisogna uscire dal main stream di questi anni. E che al centro della sua iniziativa la sinistra deve rimettere la dignità e la vita delle persone. Dopodiché, aspettiamo quel risultato e se le piazze di Atene saranno animate da una folla gioiosa questo restituirà una speranza in più all’Europa e sarà un’opportunità, non certo un problema”.

