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Ucraina, la solidarietà italiana diventa cura: l’iniziativa della Zecca dello Stato raccoglie oltre mezzo milione per i bambini

Iniziativa promossa dal sottosegretario Fazzolari per la Festa dell’Indipendenza. Acquistati macchinari medici per i piccoli feriti dal conflitto

Ucraina, la solidarietà italiana diventa cura: l’iniziativa della Zecca dello Stato raccoglie oltre mezzo milione per i bambini

Ucraina, oltre 500mila euro per i bambini di Leopoli: il successo della medaglia della Zecca

In occasione della Festa dell’Indipendenza dell’Ucraina, proclamata il 24 agosto 1991 dopo il distacco dall’Unione Sovietica, dall’Italia arriva un messaggio che supera il valore delle dichiarazioni e si traduce in un aiuto concreto. La medaglia in bronzo “Due anni di resistenza ucraina”, realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato con il sostegno della Presidenza del Consiglio, ha consentito di raccogliere 504.660 euro destinati a Unbroken Kids, il programma che assiste i bambini curati nell’ospedale pediatrico St. Nicholas di Leopoli.

Proprio in occasione dell’ultimo anniversario dell’indipendenza, Fazzolari ha voluto rendere omaggio alla determinazione della popolazione ucraina: «Grazie a questo popolo fiero che, in questi quattro anni e mezzo di eroica resistenza all’invasione russa, ci ha ricordato il valore della libertà». Una dichiarazione che lega il significato storico del 24 agosto alla battaglia che Kiev sta combattendo per difendere la propria sovranità e conferma la continuità della posizione assunta dal sottosegretario fin dall’inizio del conflitto.

Il progetto della Zecca dello Stato è stato seguito e sostenuto fin dalle sue origini dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, che negli ultimi anni ha mantenuto costante l’attenzione sul dramma dell’Ucraina e, in particolare, sulle conseguenze della guerra per i civili e i minori. Lo stesso presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Perrone, in occasione della presentazione della medaglia nel febbraio 2024, aveva voluto ringraziare pubblicamente Fazzolari, ricordando come il sottosegretario avesse affiancato l’iniziativa sin dall’inizio.

L’idea era semplice ma ambiziosa: trasformare un’opera della Zecca in uno strumento di solidarietà nazionale. La medaglia, progettata dagli studenti della Scuola dell’Arte della Medaglia, raffigura la Berehynia, la figura femminile che domina piazza dell’Indipendenza a Kiev e rappresenta la protezione e la libertà del popolo ucraino. Sotto l’immagine compare la scritta “DCCXXX”, che indica i 730 giorni di resistenza trascorsi al momento della sua realizzazione.

Il risultato ha superato le aspettative. Gli italiani hanno acquistato 7.764 medaglie e una parte del prezzo di ciascun esemplare è stata destinata al centro Unbroken Kids. Le risorse raccolte hanno già consentito di acquistare cinque monitor per i pazienti, per un valore di circa 200 mila euro, e un sistema diagnostico a raggi X del valore di circa 170 mila euro. Apparecchiature che non sono rimaste sulla carta, ma sono già operative nell’ospedale di Leopoli e vengono utilizzate per assistere pazienti che vanno dai neonati di appena 500 grammi ai ragazzi di 18 anni.

Sono bambini con lesioni provocate da mine ed esplosioni, ustioni, ferite da arma da fuoco e traumi fisici e psicologici destinati, in molti casi, ad accompagnarli per tutta la vita. A settembre sarà inoltre erogata l’ultima tranche, pari a 150 mila euro, con la quale verranno acquistati altri macchinari per il centro pediatrico.

È proprio qui che emerge il significato politico e umano dell’impegno di Fazzolari. Il sostegno all’Ucraina non viene concepito soltanto attraverso le grandi scelte internazionali, diplomatiche o militari, ma anche mediante iniziative capaci di arrivare direttamente alle vittime più indifese del conflitto. La Presidenza del Consiglio ha contribuito a mettere in contatto istituzioni, ambasciate, aziende pubbliche e realtà impegnate sul campo, individuando in Unbroken Kids il destinatario più adeguato della raccolta.

Nel febbraio 2025, durante la presentazione dei primi risultati della campagna, Fazzolari aveva definito quella del Poligrafico e della Zecca «una di quelle operazioni di enorme successo che devono riempirci di orgoglio come italiani». Parole che oggi acquistano un significato ancora più evidente, perché il successo dell’iniziativa può essere misurato attraverso strumenti diagnostici e maggiori possibilità di intervento per i medici ucraini.

Determinante è stato anche il contributo di Poste Italiane, che ha messo a disposizione la propria rete di distribuzione e promosso una campagna di comunicazione dedicata, permettendo alla medaglia di raggiungere tanto le grandi città quanto i centri più piccoli. Si è così costruita una collaborazione tra istituzioni, aziende partecipate e cittadini che ha trasformato un simbolo della resistenza ucraina in una vera operazione di solidarietà nazionale.

La ricorrenza del 24 agosto rende il risultato ancora più significativo. L’indipendenza per gli ucraini non è soltanto una data del calendario o il ricordo della scelta compiuta nel 1991: dopo l’invasione russa è diventata il principio per il quale un intero popolo continua a combattere e a pagare un prezzo altissimo. Celebrare quella giornata significa, dunque, ricordare il diritto di Kiev a determinare liberamente il proprio futuro, ma anche non dimenticare le conseguenze umane di una guerra che continua a colpire ospedali, famiglie e bambini.

Il progetto sostenuto da Fazzolari racconta, da questo punto di vista, la linea tenuta dall’Italia: fermezza politica al fianco dell’Ucraina e, contemporaneamente, attenzione alla dimensione umanitaria.

La medaglia della Zecca era nata per custodire la memoria dei primi due anni di resistenza. Grazie alla partecipazione di migliaia di italiani, si è tradotta in cinque monitor, un apparecchio a raggi X e nuove attrezzature per curare i bambini feriti. È il risultato di una linea che Fazzolari ha perseguito con coerenza: vicinanza politica al popolo ucraino, ricerca di una pace accompagnata da solide garanzie di sicurezza e iniziative concrete in favore delle vittime della guerra. Perché difendere l’indipendenza dell’Ucraina significa certamente sostenere il suo diritto a scegliere liberamente il proprio futuro, ma anche non lasciare soli coloro che stanno pagando il prezzo più doloroso dell’aggressione russa.

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