Ucraina, Meloni punge Ravetto
“Quello che noi stiamo facendo sull’Ucraina è quello che c’è scritto nel nostro programma, con il quale ci siamo presentati al cospetto degli italiani nel 2022 e siamo stati eletti, anche lei e tutti i suoi colleghi. Sono certa che il cambio di posizione in finale di legislatura sia genuino e non sia determinato dal rischio di una mancata rielezione nei partiti nei quali eravate stati rieletti, ma in questo caso sarebbe più credibile se rassegnaste le dimissioni e vi ricandidaste con le nuove tesi che sostenete. In tutti gli altri casi siamo di fronte a uno dei tanti casi di trasformismo che abbiamo visto nella storia parlamentare e mi perdonerà se questo rende le sue argomentazioni per me meno interessanti”. Così, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel suo intervento di replica alla Camera sulle comunicazioni prima del Consiglio europeo rispondendo all’intervento di Laura Ravetto di Fn.
“La Presidente Meloni ha dichiarato che l’Italia non siede ai tavoli europei per dire sempre sì. Oggi Futuro Nazionale chiede: quali no avete detto?”, aveva detto poco prima la vannacciana. E ancora: “Quando metterete al centro delle vostre azioni il bene degli italiani? E, poi, l’assegno in bianco a Kiev quanto ci è costato e quanto ci continuerà a costare? Gli 8 miliardi del Safe per l’acquisto di droni. Chi li pagherà? La von der Leyen? No, li pagheranno gli italiani, mentre acquistate armi a debito. Il principio della difesa nazionale non può essere imprescindibile quando si sta all’opposizione e negoziabile quando si governa”.
Sono in tutto 9 le risoluzioni presentate alla Camera sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio Europeo. Due di maggioranza: FdI, Lega, FI, Noi Moderati. E sette delle opposizioni: AVs, Più Europa, M5S, Azione, Italia Viva e Pd. A queste si aggiunge quella di Futuro Nazionale.
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