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Politica
Ucraina, "pericoloso dare l'ok a Kiev di attaccare in Russia con armi Nato"
Matteo Perego di Cremnago, Sottosegretario alla Difesa

"Se si innalza il livello di tensione con la Federazione Russa non si lavora per un'immediata soluzione negoziale o comunque almeno per una temporanea cessazione delle ostilità"

 

"L'Ucraina attraverso i propri sistemi si sta difendendo anche al di fuori dei suoi confini, la risposta agli attacchi russi non ha una geografia limitata al suolo occupato dal 2022”. Lo afferma ad Affaritaliani.it il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, commentando la sempre più probabile decisione di molti Paesi - tra cui Francia, Germania, Polonia e forse anche Stati Uniti - di consentire a Kiev di utilizzare gli armamenti forniti dall'Occidente per colpire in territorio russo.

"Però - spiega il sottosegretario - portare avanti una condotta di questo tipo, ovvero utilizzare le armi occidentali per colpire in Russia, rischia seriamente di portare a un'escalation pericolosa che non è nell'interesse di nessuno e che certo non avvicina la fine del conflitto. Se si innalza il livello di tensione con la Federazione Russa non si lavora per un'immediata soluzione negoziale o comunque almeno per una temporanea cessazione delle ostilità. L'Italia ha fornito e continuerà a fornire equipaggiamenti all'Ucraina per consentirle di difendersi e questo serve per evitare che i russi arrivino a Kiev e ci sia una capitolazione dell'Ucraina. Scenario che dobbiamo impedire assolutamente impedire. Detto ciò, credo si debbano evitare dichiarazioni che possano provocare una ulteriore escalation".

"La posizione del governo italiano - sottolinea il sottosegretario Perego di Cremnago - punta ad arrivare presto a un tavolo negoziale per porre fine a questo tragico conflitto e che possa tutelare le legittime aspettative di sicurezza ucraine. Mai manderemo truppe a combattere sul suolo ucraino, lo hanno detto tutti dal Presidente Meloni ai ministri Tajani e Crosetto. Bisogna prestare attenzione anche alla narrativa politica perché se, faccio un esempio, si dicesse agli ucraini che possono attaccare Mosca, laddove fosse tecnicamente possibile, questo certo porterebbe a un pericoloso allargamento del conflitto".

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ritiene che teoricamente sia possibile "accelerare" una soluzione politica della crisi Ucraina, ma che per farlo l'Occidente deve smettere di fornire armi. Un'apertura da Mosca che l'Occidente dovrebbe cogliere? "E' difficile fidarsi delle parole dei vertici russi. Sarebbe un'apertura concreta quella di Lavrov se ci fosse almeno un cessate il fuoco di 24 ore, sarebbe una finestra di opportunità di dialogo da cogliere. Ma se al mattino si parla di dialogo e al pomeriggio si bombarda l'Ucraina con le forze armate di terra che continuano a premere sulle linee di difesa ucraine, si tratta di parole al vento. Mosca accompagni queste affermazioni con uno stop agli attività belliche di almeno 24 ore e allora le parole di Lavrov sarebbero un'opportunità da cogliere", conclude Perego di Cremnago.






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