Roberto Vannacci spiazza tutti e un po’ a sorpresa boccia il riarmo. Il generale è netto nel respingere la misura che sta portando avanti il governo Meloni in seguito agli accordi presi con la Nato relativi all’investimento del 5% del Pil nella Difesa e alla concessione fatta dall’Ue. “La flessibilità ottenuta di questi 29 miliardi spalmati sul biennio 2027 e 2028 – tuona Vannacci a “Ping Pong” su Rai Radio1 – a mio avviso non corrisponde a quelle che sono le necessità degli italiani. Oggi riarmarsi e investire in energia verde non dà risposte a quelle che sono le emergenze, le istanze. Agli agricoltori, alle imprese, ai cittadini, agli operai, ai pensionati non serve assolutamente a nulla”.
Alla domanda se il governo meritasse un plauso per la richiesta all’Ue di ottenere un ulteriore allentamento delle regole fiscali di circa 4 miliardi di euro per gli extra costi dovuti all’inflazione, Vannacci ha replicato: “L’ulteriore flessibilità che si potrebbe ottenere sulla spesa corrente, e che è stata sempre negata in precedenza, potrebbe essere un piccolo passo in avanti. Ma io sono un po’ scettico perché l’Europa non dà nulla. Oltretutto l’Europa non ha un proprio budget, ma il budget europeo è formato dai contributi che i singoli Paesi versano all’Europa stessa. E quindi questa ridistribuzione, che non tiene conto di quelle che sono le urgenze, le necessità, le istanze dei singoli Paesi, ci dovrebbe portare a ripensare il ruolo e soprattutto l’organizzazione di questa Unione europea, che non funziona da quando è stata creata”.
“Sarà una settimana topica anche da un punto di vista delle finanze pubbliche. Vedremo – conclude Vannacci – se l’Europa concederà maggiore flessibilità, esaudirà le richieste fatte dal governo italiano e quello che sarà l’approccio per il futuro, che non sembra molto roseo visto da una prospettiva europea. Noi affrontiamo sempre questi appuntamenti con tanta speranza, anche se in passato molto spesso l’elefante ha partorito il topolino”.
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