Vannacci prepara la scissione con Futuro Nazionale. Mezza Lega tira un sospiro di sollievo, brindano i Berlusconi. E Meloni-Tajani... - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 18:50

Vannacci prepara la scissione con Futuro Nazionale. Mezza Lega tira un sospiro di sollievo, brindano i Berlusconi. E Meloni-Tajani...

Cosa accade con la presentazione del marchio dell'ex generale

Di Alberto Maggi

Ecco perché il probabile strappo di Vannacci nella Lega farebbe piacere a molti nel Centrodestra

"E' un simbolo, solo un simbolo". Così alle 21.24 di ieri sera, martedì 27 gennaio, il vice-segretario della Lega ed europarlamentare Roberto Vannacci ha risposto alla domanda di Affaritaliani se Futuro Nazionale potrebbe diventare un partito autonomo e staccato dalla Lega alle elezioni politiche del 2027. Proprio ieri, infatti, l'ex generale ha presentato la richiesta sul sito European union intellectual property network il logo del marchio di Futuro Nazionale: la scritta su sfondo blu, in mezzo una sorta di ala con i toni del Tricolore e sotto il nome Vannacci.

Non è certo la prima volta che l'ex uomo in divisa lascia trapelare l'idea di fondare un proprio movimento e sicuramente il suo futuro non è insieme a Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana Popolare con il quale in passato c'era stato un ottimo feeling sulla politica internazionale, visto che l'ex leader comunista ieri ad Affaritaliani è stato categorico: "Vannacci ha perso il treno, al massimo può venire da noi in ambulanza".

Il punto chiave è che il vice-segretario del Carroccio aveva chiesto alla maggioranza di Centrodestra e quindi anche al suo partito di non votare in Parlamento il rifinanziamento degli aiuti anche militari all'Ucraina attaccando quotidianamente il presidente Zelensky. Ma a parte due voti contrari alla Camera e una non partecipazione alla votazione al Senato, alla fine i gruppi della Lega a Montecitorio e a Palazzo Madama si sono allineati alle decisioni prese dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dai ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto. "Solo un simbolo", ha detto Vannacci, ma che senso ha presentarlo come effettivamente un tipico logo elettorale?

In molti nella Lega assicurano che lo strappo sia vicino o comunque probabile, anche se internamente il dibattito non c'è nel senso che Vannacci parla direttamente con il segretario e vicepremier Matteo Salvini e non con gli altri dirigenti. Certamente il Carroccio di governo - quello del ministro Giancarlo Giorgetti e quello del presidente di Commissione Massimo Garavaglia - e anche la Lega autonomista del Nord fedele all'agenda federalista di Umberto Bossi (da Attilio Fontana a Massimiliano Fedriga, da Alberto Stefani a Luca Zaia fino ai capigruppo Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo) non si straccerebbe le vesti in caso di scissione di Vannacci. Anzi, semmai sarebbero solo felici. L'ex generale potrebbe portar via un paio di parlamentari, forse tre, e qualche consigliere regionale.

Ma a brindare per un'eventuale rottura dell'ex generale sarebbero certamente Forza Italia di Tajani e i figli di Silvio Berlusconi, Marina e Pier Silvio. Giorgia Meloni, invece, da un lato considera le posizioni di Vannacci, durissime contro la Commissione europea, della quale Raffaele Fitto è vice-presidente esecutivo, un fastidio politico essendo vice-segretario di un partito di governo. Quindi forse meglio una separazione, anche se elettoralmente parlando un partito di destra-destra dell'ex generale stimato intorno al 5% potrebbe essere un problema alle Politiche nella sfida con il Centrosinistra.

Tornando agli azzurri guidati dal titolare della Farnesina, una Lega con fuori gli ultrà anti-Bruxelles faciliterebbe moltissimo il cammino verso l'ipotesi di un'alleanza con Azione di Carlo Calenda, come non escluso dall'ex ministro alla convention di Milano di FI qualche giorno fa e nemmeno dal ministro degli Esteri proprio ad Affaritaliani.

Il tutto con la regia della primogenita e del secondogenito del Cavaliere che spingono per una Forza Italia più allargata verso il centro liberale ed europeista, più forte (obiettivo almeno il 15) per imprimere una svolta più vicina all'Ue al prossimo esecutivo dopo il voto, visti gli interessi economici e finanziari di Marina e Pier Silvio ormai in mezza Europa. Che cosa farà dunque Vannacci? Affaritaliani sta insistendo e continua a chiedere all'eurodeputato del Carroccio di chiarire meglio quale sia l'obiettivo di Futuro Nazionale. Attendiamo una risposta.

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