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Politica
"Ve lo dico io, uomo di sinistra. Governo incapace, inadeguato, di dilettanti"
LaPresse

Abbiamo incrociato a Bologna Giovanni Consorte, l’ex presidente e Ad di Unipol, realtà di riferimento della finanza rossa da cui si è dimesso nel 2006. Consorte, attualmente ai vertici di Network consulting & private equity, società italiana di servizi di consulenza aziendale, ristrutturazioni finanziarie e progetti di sviluppo, è davvero preoccupato.

“Sono un persona di sinistra ma non posso stare zitto, con il panico che si è scatenato, con quello che sta accadendo”.

 

La gestione dei focolai di Coronavirus è stata davvero pessima...

“Non si può gestire una situazione così delicata con tanta superficialità. Dal governo hanno creato una situazione di terrore e fino a qualche giorno fa sembravano impazziti. Dando messaggi contraddittori si alimentano paure nella gente che si riversa nei supermercati a fare provviste. Si parla di un impatto economico immediato e di prospettiva. Immediato lo vedo ma di prospettiva qual è? Quali sono i dati? Non si può improvvisare. La situazione è critica con tutte queste imprese chiuse”.

 

Cosa l’ha colpita della gestione generale?

“La Protezioni civile in effetti non è all’avanguardia per le cose che dovrebbe fare e per la capacità di comunicazione, soprattutto nel tranquillizzare la gente, il governo è molto fragile ma ha una sovraesposizione sui mass media di cui davvero non se ne comprende il senso. Una sovraesposizione senza averne l’autorità. Perché la sovraesposizione a mio parere la dovevano e dovrebbero averla gli scienziati, gli specialisti del settore, i centri di ricerca, le persone esperte e collaudate nel tempo, quelli che possono raccontare la verità, non in chiave propagandistica o facendo intendere aspetti di carattere politico. Persone che ci possano dire come stanno le cose senza demagogia”. 

 

Cosa è mancato di più?

“Stiamo vivendo delle misure eccezionali come se fossimo in guerra ma senza spiegarci perché la tal scelta o la tal altra è stata presa. Poi dopo due giorni la decisione viene ribaltata. Ma che modo di fare è? Che riscontro scientifico hanno queste scelte?”.

 

Lei viene da un’altra generazione. Un Cossiga, un Andreotti si sarebbero mossi così?

“Neanche nei peggiori incubi. Bisognerebbe fare queste conferenze stampa con poche persone di altissimo livello, in grado di rassicurare le persone e di spiegare come stanno le cose. La sicurezza non la dà Conte che non è un esperto del settore. Dopo queste giornate convulse le domande che mi faccio sono semplici: chi vi ha detto di dire queste cose? Quali sono le fonti? Ci dovete dire chi ve le dice e perché. Conte non ha certo una professionalità per esprimere opinioni su questi temi. E non può improvvisare. Ma chi vele ha dette?”

 

E sui dati?

“Devono spiegare bene le statistiche di chi è deceduto. Sempre e in modo permanente. E non dare notizie parziali. E perché le tv hanno fatto vedere le città vuote? Non è vero che fossero vuote perché dipende da l’ora in cui fai le riprese. Il centro a Bologna non è vuoto. E’ strapieno di gente. Se poi verrà fuori che la stragrande maggioranza di chi è morto aveva uno stato fisico già in precedenza compromesso allora si manda nel panico la gente facendo sembrare quello che non è, involontariamente, non lo metto in dubbio, ma si procura un disastro in uno scenario economico già incerto e debole”.

 

Conte in diretta dalla Protezione civile che appare ovunque nei programmi tv voleva rassicurare ma ha avuto l’effetto opposto. Piombati in una sorta di scenario di guerra, con lui che sembrava Gheddafi nel bunker, accerchiato dai bombardamenti...

“A me sembra quasi di stare in un teatro, io sono seduto in platea e si alternano sul palcoscenico delle sceneggiate che vanno dal dramma al melodramma, alla commedia, senza soluzione di continuità. E’ questo che genera veramente le ansie e le paure della gente. Ho letto che Di Maio si sta occupando di un progetto sulle fake news legate al Coronavirus? Ma che ce ne frega in questo momento? Le avete alimentate voi le fake news!”

 

Perché accade secondo lei?

“Perché il governo è molto debole e non ha i livelli adeguati di preparazione per affrontare queste problematiche. Bisogna anche guadare i profili professionali e cosa questi signori che sono al governo hanno fatto nella vita. Per affrontare determinate problematiche devi anche avere un substrato culturale alle spalle che ti permette di avere delle esperienze utilizzabili. Con la salute dei cittadini non si può giocare! Se ne deve occupare chi è passato attraverso un iter professionale del settore, ad alti livelli e che sa comunicare questi problemi in modo adeguato alla complessità dei media del nostro tempo. Gente che deve avere un’esperienza di 20-30 anni alle spalle. Loro parlano e gli altri devono stare zitti. Non è un gioco!”.

 

E dei conflitti che ci sono stati che pensa?

“Sono deleteri e sopratutto si indebolisce ulteriormente il sistema Paese. La contrapposizione del governo con le Regioni, con l’autonomia, è una cosa assurda perché si innesta su problematiche che nulla hanno a che fare con il Coronavirus. Le Regioni, anche loro, dovrebbero attenersi ad un orientamento dato dal governo, se questo fosse credibile, e non essere in continua campagna elettorale come di fatto sono”.

 

Come quello delle Marche che chiude le scuole senza focolai e con un contagiato...

“Perché non hanno attivato subito i medici della mutua? Avrebbero messo in piedi un esercito. Perché non è stato fatto? Ce lo spieghino. Avrebbero dovuto pianificare le misure di intervento massimo a metà gennaio, quando si sapeva del problema che ha sollevato l’Oms, invece che occuparsi del razzismo. Ma sono intervenuti all’ultimo momento, in questo modo”.

 

Come si esce dal panico indotto e dall’isteria?

“Non con le promesse o cambiando continuamente il messaggio, come si è fatto. Si dice pure che ci saranno risorse finanziarie che nel breve e medio periodo verrano messe a disposizione. Ma mi chiedo dove sono queste risorse? Ce lo dite? Sono le stesse promesse che sono state fatte quando ci sono stati i terremoti!? Vorrei sentire le persone che vivono nelle zone terremotate per sapere se sono arrivate queste risorse! Continuare a fare promesse non ha l’effetto di eliminare le paure e i problemi. E’ solo un discorso politico e demagogico. Da un lato dici che c’è la crisi e mancano le risorse finanziarie e non sai come fare e dall’altro le prometti nel breve e medio periodo. Pensano che la gente sia cretina? Le persone non si fidano più”.

 

Crede che il governo durerà fino al 2023?

“Anche queste continue dichiarazioni... Conte dice che questa legislatura dura fino al 2023. Ma su che base lo dice? Perché vengono presentate in parlamento delle proposte? Bisogna presentare dei fatti, delle cose da realizzare concretamente nell’arco di 1, 2, 3 mesi, non delle promesse che si realizzano poi in 2, 3 anni, quando non ci sarai più. Ma ci rendiamo conto? Questi sono discorsi e promesse che cadono nel vuoto”.

 

Mi sembra che l’autorevolezza che manca venga sostituita con l’autorità dell’avere un incarico che si usa brutalmente per impartire delle disposizioni. E così?

“Parole sante! Non avevo mai visto un tale livello di improvvisazione. Anche un governo di 20 anni fa, anche di sinistra, come quello di D’Alema, non si sarebbe mosso così. Conoscendo personalmente abbastanza bene i personaggi che c’erano, posso dire che erano di una prudenza mostruosa. Se non sentivano almeno 10 pareri di esperti su ogni problema non si muovevano. E’ normale su questioni così gravi e delicate. O almeno avere l’umiltà di ascoltare. Ma oggi non hanno neanche questa”.

 

Lei è di sinistra ma che pensa dell’attuale governo?

“E’ molto fragile e inadeguato. Vedo una situazione di dilettantismo generale. C’è poi sicuramente dell’incapacità, dell’ignoranza. Queste non sono cose che improvvisi. Finita la fase, chiusa la vicenda, sarà necessario in questo Paese fare una riflessione”.

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