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Veneto, i big dirottati sulla Lega. Il piano per contenere il superZaia

Obiettivo evitare il 35 a 20 a favore della lista del presidente

Veneto, i big dirottati sulla Lega. Il piano per contenere il superZaia
Salvini Zaia
C’è una via di mezzo tra il “va tutto bene” che ufficialmente viene ripetuto in casa Lega e l’imminente scissione che alcuni giornali paventano tra Matteo Salvini e Luca Zaia. Il segretario del Carroccio e il presidente uscente del Veneto si sono sentiti ripetutamente nei giorni scorsi, anche…

C’è una via di mezzo tra il “va tutto bene” che ufficialmente viene ripetuto in casa Lega e l’imminente scissione che alcuni giornali paventano tra Matteo Salvini e Luca Zaia. Il segretario del Carroccio e il presidente uscente del Veneto si sono sentiti ripetutamente nei giorni scorsi, anche ieri, per pianificare le prossime mosse e in particolare per studiare la strategia in vista dell’imminente avvio della campagna elettorale.

E’ indubbio anche in casa Lega che il boom di fiducia di Zaia rischia di essere politicamente ingombrante. E lo stesso Governatore – secondo quanto risulta Affaritaliani.it – vuole evitare di alimentare invidie e gelosie, sia all’interno che all’esterno del partito. Zaia ha condiviso la scelta di Salvini, avvenuta ormai parecchio tempo fa, di archiviare la vecchia Lega Nord per la nuova Lega nazionale e sovranista. Ma è vero anche che in Veneto, a maggior ragione dopo l’epidemia Covid-19, il tema dell’autonomia regionale è particolarmente sentito. Il governo giallo-verde è stato un fallimento da questo punto di vista e i veneti scalpitano.

Il timore è quello di arrivare alla sera del 21 settembre, a scrutinio ultimato, e scoprire che la lista del presidente supera nettamente quella della Lega. Un pericolo anche per lo stesso Zaia perché scatenerebbe polemiche in Lega e sulla Lega. Al momento attuale gli ultimi sondaggi danno la riconferma del presidente più amato d’Italia con il 65% circa dei voti. Considerando un 10% tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e liste minori del Centrodestra, resta un 55% da suddividere.

Il problema, imbarazzante non solo per Salvini, è che gli ultimi calcoli danno un 35% alla lista Zaia e solo un 20% alla Lega. Uno scarto di quindici punti nel proporzionale che potrebbe aprire la strada a sospetti e veleni. Ed ecco che il piano concordato tra il segretario e il Governatore è quello di riempire nel ruolo di capolista nelle varie province del Veneto le liste della Lega di big, in modo tale – anche grazie al gioco delle preferenze – di cercare di contenere l’impressionante avanzata di Zaia.

Ed è così che nel Trevigiano scenderà in campo Federico Caner, assessore uscente al Turismo. Il presidente della commissione Ambiente e Territorio Francesco Calzavara (molto apprezzato e attivo in Regione) sarà il frontman nel Veneziano. A Vicenza e provincia è pronto il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti, mentre a Padova si scalda il volto televiso Roberto Marcato, assessore uscente alle Attività Produttive. Infine nel Veronese capolista dovrebbe essere Alessandro Montagnoli, presidente della prima commissione in Regione (la più importante). Una strategia per tentare di evitare quell’imbarazzante 35 a 20 a favore della lista Zaia sulla Lega di Salvini.