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Politica

Di Tommaso Cinquemani (twitter@Tommaso5mani) e Alberto Maggi (twitter@AlbertoMaggi74)

bersani berlusconi 650

I veti incrociati legano le mani del Presidente della Repubblica. Da vero uomo politico qual è Berlusconi ha disarmato il Pd sottolineando in conferenza stampa di non aver messo sul piatto delle trattative per il prossimo governo il nome del prossimo inquilino del Quirinale. Ma c'è di più: con la sua apertura al Pd per un governo politico Berlusconi appare come l'uomo responsabile, che non vuole lasciare il Paese in balia di Grillo. Bersani dal canto suo non ha alcuna intenzione di governare con il Pdl, men che meno con Alfano che fa da portavoce del Cavaliere. "Sarebbe la morte del Pd", dicono i suoi.

Nei corridoi del Quirinale Napolitano cerca febbrilmente una via d'uscita. Per qualche ora si è pensato addirittura di cogliere l'apertura fatta da Grillo su 'pseudo tecnici'. Un governo cioè formato da personalità non politiche di alto profilo. Ma l'ipotesi è subito decaduta: troppa instabilità, troppi rischi. E la parola fine l'ha messa lo stesso comico: "Mai parlato di pseudo tecnici".

Spunta allora una scappatoia  di cui non si sentiva parlare dai tempi della Dc: il governo balneare. Un governo del presidente che abbia un'agenda limitata e che traghetti il Paese attraverso l'estate. L'agenda deve essere fortemente limitata: la riforma elettorale, il salvataggio degli esodati, lo sblocco dei fondi per le Pmi e infine la legge di stabilità. Tra i collaboratori di Napolitano circolano con insistenza i nomi di Fabrizio Saccomanni e Anna Maria Cancellieri, ma anche di Fabrizio Barca e nelle ultime ore è in pole position, a sentire le voci di Montecitorio, il presidente dell'Istat Enrico Giovannini.

Il governo balneare, lo dice la parola stessa, non andrebbe oltre l'autunno. Il calendario istituzionale infatti è serrato. Tra due settimane il Parlamento dovrà iniziare a discutere del successore di Napolitano che entrerà in carica il 15 maggio. Quarantacinque giorni minimo tra lo scioglimento delle Camere e le nuove elezioni. Si arriva cosi a luglio. Tropo tardi per votare. Le elezioni verrebbero quindi indette a ottobre, giusto il tempo per la campagna elettorale post vacanze estive.

Se il Pdl sembra compatto dietro a Berlusconi, nel Pd si iniziano a sentire i primi scricchiolii. I fedelissimi di Bersani marciano compatti dietro al segretario insieme ai giovani turchi. Ma le altre componenti del partito scalpitano e aspettano che Napolitano dica la sua sul prossimo governo. Poi inizieranno i distinguo e la lotta interna. Nel Pd infatti non sono pochi quelli che vorrebbero le larghe intese.

"Finché è in campo il tentativo del segretario il partito ha il dovere di sostenerlo", spiega Paolo Gentiloni, leader dell'area cattolico-moderata. "Abbiamo anche detto però nella famosa Direzione che se il tentativo non andasse in porto la parola passava al presidente della Repubblica e lo aiuteremo nei tentativi che farà. Una cosa è certa: non si può tornare al voto con questa legge elettorale". Ma insieme a lui ci sono anche i lettiani, i veltroniani e soprattutto i renziani. Alcuni sussurrano la possibilità che Napolitano affidi l'incarico ad una personalità come Enrico Letta, capace di condensare appoggi trasversali. Ma a quel punto il Pd collasserebbe su se stesso. E Napolitano questo non lo può permettere, per il bene  del Paese.
 

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