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Politica
Verso il partiti unico Pd-Forza Italia


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Sembrano lontanissime le elezioni regionali del 31 maggio. All'indomani della vittoria in Liguria sembrava che Matteo Salvini e Silvio Berlusconi fossero pronti a siglare una nuova alleanza per fronteggiare Matteo Renzi. Ora è cambiato tutto. La crisi greca ha fatto emergere le contraddizioni di Forza Italia che in Europa sta con il Ppe della Merkel e in Italia con la Lega lepenista. Un piede in due scarpe. Salvini su Affaritaliani.it attacca la posizione degli azzurri ("scandalosamente con Merkel e Renzi") e in privato Berlusconi spara sul leader leghista ("peggio della Le Pen"). Il fronte europeo e la sfida di Tsipras stanno dividendo profondamente il Centrodestra. L'ex Cavaliere in queste ore sta subendo la fortissima pressione dei figli e dei vertici Mediaset affinché molli Salvini e soprattutto dia una mano al premier, visti i numeri risicati in Senato e la spaccatura nel Pd. Le aziende del numero uno di Forza Italia non vogliono assolutamente una crisi di governo e puntano sulla continuità. Politicamente Berlusconi non vuole un'altra scissione (i verdiniani orfani del Patto del Nazareno), isola il filo-Tsipras Brunetta e, con la mano esperta di Paolo Romani, tesse la trattative a Palazzo Madama per far resuscitare il dialogo con il Pd. Un dialogo che potrebbe portare a convergenze sulla Rai e sulle riforme costituzionali. Ma non finisce qui. L'ex premier non vuole consegnarsi a Salvini, non si fida di lui e ha detto chiaramente ai suoi che è meglio "cento volte meglio" Renzi. Piuttosto che lasciare la leadership al giovane segretario del Carroccio, Berlusconi starebbe accarezzando l'idea di un partito unico con il presidente del Consiglio. Un'ipotesi che era cirolata già nei mesi scorsi e poi era tramontata con l'elezione di Sergio Mattarella al Quirinale e la fine del Patto del Nazareno. Per il numero uno azzurro è meglio fare il co-fondatore del Partito della Nazione con Renzi (una sorta di nuova Dc meno cattolica) che fare il portatore d'acqua di Salvini. Con Bossi si ragionava e si trovava la quadra, con Salvini no (pensa l'ex Cav). Una fetta di Forza Italia, ovviamente, non ci starebbe e andrebbe o con Salvini, o con Fitto o con la Meloni. Ma tutta l'area governativi degli azzurri vede di buon occhio l'asse con il leader dem, proprio ora che Renzi si sposta sempre più al centro dopo le uscite di Civati e di Fassina.

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