Politica
Vertice Ue in Belgio, Meloni: "Il motore italo-tedesco esiste non a danno di altri. Sì agli eurobond, ma è un tema divisivo"
I leader dell’Ue si riuniscono in Belgio per contrastare le pressioni di Russia, Cina e Trump

Vertice Ue, Meloni: "Motore italo-tedesco? C'è, ma non a danno di altri. Sì agli eurobond, ma è tema divisivo"
"Sugli eurobond personalmente sono favorevole, ma sapete che è uno dei dibattitti più divisivi qui in Europa": lo ha detto la premier Giorgia Meloni nel punto stampa prima del vertice Ue sulla competitività. Al pre-summit convocato con Friedrich Merz "non c'è stata una discussione" sugli eurobond, "ma ci sarà oggi" al vertice, ha evidenziato Meloni, ricordando che è "una delle grandi questioni delle quali l'Europa discute da tempo, sulle quali le posizioni sono molto diverse".
Vertice Ue, anche la Spagna segue la proposta di Macron per eurobond e debito comune
Difesa del Buy European e della necessità di nuovo debito comune, netta apertura ad un'Europa che vada avanti a più velocità, in aree come la sicurezza o la difesa. Fonti vicine al governo spagnolo spiegano così la posizione con cui il premier Pedro Sanchez si siederà al tavolo dei 27 al vertice per la competitività di Alden Biesen. Gli eurobond possono essere "uno strumento chiave nei settori strategici", aggiungono le fonti della Moncloa, secondo le quali va allo stesso tempo rimarcato la dimensione "sociale" del mercato interno. Sanchez, viene spiegato, non sarà presente al pre-vertice convocato da Italia, Germania e Belgio.
I leader dell’Ue si riuniscono per contrastare le pressioni di Russia, Cina e Trump
I leader dell’Unione europea si riuniscono in Belgio per affrontare le sfide del presidente statunitense Donald Trump, le tattiche economiche aggressive della Cina e le minacce ibride della Russia, sfide che hanno spinto a ripensare l’approccio europeo alla diplomazia e al commercio. "Sappiamo tutti che dobbiamo cambiare rotta e sappiamo tutti in quale direzione", ha dichiarato mercoledì il primo ministro belga Bart De Wever durante un incontro con alcuni leader europei. "Eppure a volte sembra di essere sul ponte della nave a fissare l’orizzonte senza poter toccare il timone".
Esistono però visioni contrastanti su come l’Ue debba cambiare. L’incontro serve a definire le proposte per il vertice di fine marzo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz guidano una corrente che chiede deregolamentazione, il rilancio dei rapporti con Washington e nuovi accordi commerciali come quello recentemente concluso con i Paesi del Mercosur in Sud America.
Ma sono in disaccordo con la Francia. Una questione chiave riguarda quanta parte della spesa per la difesa dell’Ue debba essere destinata esclusivamente ad aziende europee. Il presidente francese Emmanuel Macron sostiene che le imprese dell’Ue debbano avere la priorità, mentre Merz e Meloni ritengono che gli acquisti debbano provenire sia da aziende straniere sia europee. Macron ha esortato l’Ue a proteggere le proprie industrie applicando una “preferenza europea” in settori chiave come le tecnologie pulite, la chimica, l’acciaio, l’automotive e la difesa. "Dobbiamo proteggere la nostra industria. I cinesi lo fanno, anche gli americani lo fanno", ha dichiarato Macron in un’intervista a diversi quotidiani, tra cui Le Monde e il Financial Times. Senza una preferenza europea nei settori strategici, "gli europei saranno spazzati via. È una misura difensiva, ma essenziale, perché ci troviamo di fronte a concorrenti sleali che non rispettano più le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio", ha affermato Macron.
I leader dell’Ue discuteranno anche nuovi strumenti finanziari per proteggere il blocco in un sistema commerciale globale scosso dalla raffica di dazi di Trump e dalle restrizioni cinesi alle esportazioni di minerali critici. Macron rinnova la sua richiesta che l’Ue possa emettere debito comune, che ha definito "eurobond per il futuro", offrendo un’opportunità "di sfidare l’egemonia del dollaro".
