Luca Zaia chiede l’intervento in Veneto del segretario della Lega, Roberto Maroni, perche’ dopo l’ultimo commissariamento, per la provincia di Venezia, si e’ arrivati, denuncia, alla “esecuzione in pubblica via” e a operazioni “chirurgiche”. Il presidente della Regione Veneto difende Flavio Tosi (deve “restare al suo posto” in segreteria regionale) e chiede una situazione piu’ distesa. “Intervengo con l’intenzione di non buttare benzina sul fuoco e senza velleita’ politiche”, ha premesso Zaia, che ha spiegato di “prendere atto della decisione del Consiglio nazionale”, ma al tempo stesso di “non condividerlo”. ( “Non ho mai condiviso i commissariamenti, prova ne sia che lo scorso gennaio sono intervenuto io in consiglio federale perché non fosse commissariata Verona”, ha ricordato Zaia.
Ma quella sulla Lega di Venezia, ha aggiunto, e’ “un’azione pesante”. “A me spiace per questo: dallo scambio di prigionieri di cui avevo parlato, siamo arrivati – ha incalzato – alle esecuzioni sulla pubblica via”. “Ho parlato con Maroni, che mi conferma di non aver mai dato assenso a questa partita”, ha rivelato Zaia, prima di dirsi convinto che il segretario federale della Lega “abbia oggi la necessita’ di prendere in mano questa vicenda, che sembrava chiusa e invece e’ riaperta con un fulmine a ciel sereno”.
