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Prada Bari esterno

Si accende una nuova insegna nell'elegante Centro Murattiano di Bari. Prada inaugura il suo primo negozio in via Sparano, cuore dello shopping cittadino, con una prestigiosa posizione ad angolo attigua alla storica libreria Laterza.

Progettato dall'architetto Roberto Baciocchi, il negozio occupa una superficie totale di circa 600 metri quadrati e si sviluppa su due livelli, collegati da una scala in marmo nero Marquina.

Il fronte esterno è composto da due vetrine, un light box e un ingresso entrambi affacciati su via Sparano, e da una vetrina e un ingresso su via Dante. Il marmo nero della facciata, impreziosito da un rivestimento di lastre in cristallo, è incorniciato da una struttura metallica che scandisce il ritmo dell’intera facciata.

Al piano terra, il pavimento in marmo a scacchi bianco e nero – identità storica di Prada - e le pareti in tenda verde, nelle quali sono intagliate nicchie dedicate all’esposizione delle collezioni femminili di calzature, borse e accessori, definiscono lo spazio arredato con divani in velluto verde e tavoli in cristallo.

Il piano interrato è dedicato alle collezioni di abbigliamento donna e uomo. La collezione femminile è esposta in uno spazio delimitato da pareti in tenda verde nel quale i lucernari a lame del soffitto e le superfici riflettenti degli elementi di arredo in perspex e vetro contribuiscono a creare giochi di luce e riflessi.

Attraverso un’area dedicata al viaggio, e definita da pareti e pavimento in marmo Marquina, si passa allo spazio che ospita la collezione maschile; in questo contesto, i toni scuri delle pareti in legno di ebano contrastano con la luminosità delle teche in acciaio lucido e dei banchi in acciaio, cristallo e saffiano nero.

 

PRADA E IL FAI: NUOVA COLLABORAZIONE PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO ARTISTICO DELLA REGIONE PUGLIA

 

Ancora una volta Prada e il FAI - Fondo Ambiente Italiano - insieme per tutelare e valorizzare il patrimonio artistico e culturale italiano.

Sarà pur vero che le cronache cinematografiche segnalano che "Il diavolo veste Prada", ma in occasione dell’inaugurazione del negozio di Bari, Prada si impegna nel restauro di un polittico di Antonio Vivarini della Pinacoteca Provinciale di Bari e del pozzo dell’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, a pochi chilometri da Lecce.

Polittico A. Vivarini

Il polittico di Antonio Vivarini, di cui la Pinacoteca di Bari conserva cinque scomparti, (tre tavolette del registro superiore sono nel Museo Diocesano di Andria), è datato 1467.

Si tratta di un’opera di alta qualità pittorica, caratterizzata da raffinati cromatismi e delicate figure, fra cui si riconoscono tre santi francescani in sintonia con l’ordine che deteneva il convento di Santa Maria Vetere di Andria, da cui il polittico proviene.

Sul retro di tre scomparti sono presenti alcuni disegni eseguiti a carboncino nella bottega dei Vivarini, se non dal Vivarini stesso.

Il restauro, che si svolgerà in varie fasi, partirà dalla completa disinfestazione delle tavole, per riportare alla luce l’originaria cromia attraverso l’asportazione delle vernici ossidate che hanno tolto intensità e lucentezza ai colori.

Il complesso abbaziale di Santa Maria di Cerrate, di proprietà della Provincia di Lecce, è stato fondato presumibilmente nel XII secolo dai Normanni.

Abbazia Santa Maria di Cerrate pozzo

Il pozzo a lato della chiesa e situato al centro del cortile davanti al portico duecentesco, venne realizzato nel 1585 ad opera dell’Ospedale degli Incurabili, che dal XVI secolo acquisisce il possesso del complesso abbaziale. La datazione risulta dall’iscrizione presente sull’architrave.

La struttura ha subito negli anni una notevole perdita di materiale dovuta all’erosione, con una conseguente modifica dei motivi decorativi scolpiti. L’intervento è finalizzato al restauro dei numerosi danni provocati dalla sua collocazione all’aperto, senza alcuna protezione dalle intemperie.

Con questa iniziativa, Prada consolida un ciclo di restauri iniziati nel 2010 con il recupero di quattro statue di gesso dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna, e proseguiti nel 2012 con l’intervento nel Sacello di San Prosdocimo nell’Abbazia di Santa Giustina a Padova.

(gelormini@affaritaliani.it)

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