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Alfano Bari

Bari – “I riflettori si accendono su Bari, che oggi ha visto schierato in campo lo Stato. Ho voluto rispondere all'appello che i partiti politici e le Istituzioni hanno fatto perché il Governo fosse presente per cancellare ogni traccia di sottovalutazione dei fenomeni criminali che operano su Bari e in Puglia”. Con queste parole il Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha risposto all’appello di questi ultimi giorni del Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e del coordinatore del PdL Grande Città di Bari, Luigi d'Ambrosio Lettieri. “Abbiamo deciso di rafforzare l'organico delle forze di polizia presenti sul territorio – ha spiegato il Ministro dell'Interno a Bari - con 60 unità, 30 provenienti dalla Polizia e 30 dai Carabinieri, e a settembre ne arriveranno altre 86 della Polizia, a rafforzare la squadra dello Stato, che è forte anche grazie a questi uomini che si mettono di mezzo tra le forze del male e i cittadini”. “Lo Stato – ha ribadito Alfano - vince sempre sull'antistato. I cittadini devono vivere nelle loro città liberi da paura. Legalità e democrazia vincono sui criminali”.

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Presenti al vertice sulla sicurezza convocato in prefettura a Bari, dopo il triplice omicidio avvenuto domenica scorsa nel capoluogo pugliese anche il viceministro dell'Interno, Filippo Bubbico, il vicecapo della Polizia, Francesco Cirillo, il direttore dell'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Giuseppe Caruso, i comandanti generali dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, e della Guardia di Finanza, Saverio Capolupo. Accanto ad Alfano e al Sindaco di Bari, anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, i capi delle Procure di Bari e Trani, Antonio Laudati e Carlo Maria Capristo, ed i vertici regionali e provinciali di Polizia, Carabinieri, Dia Guardia di Finanza e Corpo Forestale dello Stato.

“Oggi lo Stato – ha dichiarato alla stampa Nichi Vendola - si è fatto sentire, si è visto. Ed è fondamentale per dare fiducia ai cittadini, per segnare l’impegno repressivo di contrasto, ma anche l’impegno culturale per non accettare nessuna forma di convivenza con gli stilemi della cultura mafiosa”.

Angelino Alfano Bari comit ordine sicurezza

La battaglia contro la criminalità mafiosa in Puglia, ha ricordato il presidente della Regione Puglia, è affare che trova salde radici nel passato e merita una lotta incisiva e costante, soprattutto a partire dalla cultura e sensibilità delle persone: “Negli anni tra il 1992 e il 2004 – ha ricordato Vendola - il lavoro della politica è stato di accendere i riflettori, accanto alle forze dell’ordine e alla magistratura, sui fenomeni criminali. Noi non avremmo mai costruito l’operazione Primavera, che ha consentito di smantellare il contrabbando di tabacchi lavorati esteri in Puglia, se non ci fosse stato un lavoro culturale e politico teso a dimostrare che il contrabbando non era un fenomeno di folclore ma era un fondamento della criminalità mafiosa”. Come agire, quindi? Per Vendola c’è bisogno che “torni in campo la commissione antimafia, che torni un dibattito pubblico, che si torni a riprendere la parola. La lotta contro i clan non è un compito esclusivo della magistratura e delle forze dell’ordine, è un compito della società civile ed è un compito della politica”.

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Alfano Prefettura

Vendola, poi, ha ricordato il protocollo per la dematerializzazione del fascicolo giudiziario sottoscritto tra la Puglia e l’allora Ministro di Giustizia Alfano. “Un protocollo – ha detto Vendola – che segnava un percorso fondamentale sul tema decisivo della velocità con cui si deve amministrare la giustizia. In Puglia, con pochi spiccioli, abbiamo costruito un modello di avanguardia nel processo di informatizzazione e di dematerializzazione del fascicolo giudiziario. Ci farebbe piacere – ha concluso Vendola - che quel protocollo fosse ripreso perché riteniamo possa essere un’occasione importante per dare ossigeno ad una giustizia che è in apnea”.

Le richieste, non si fermano qui, perché il Sindaco di Bari ha aggiunto: “Ho chiesto al ministro Alfano che il reato commesso dai parcheggiatori abusivi sia punito con l'arresto in flagranza. Lo spaccio di cocaina sul lungomare di Bari influenza la movida”. Emiliano ha fatto anche sapere, via Twitter, che “le estorsioni edilizie frenano l'economia della città. Bisogna dare un ruolo ai sindaci nella programmazione della sicurezza delle città, smettendo di escluderli per legge da questa materia”.

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