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silvioberlusconiansaBari – Dialogo sul Quirinale e larghe intese sul Governo o si torna al voto, già a giugno. Silvio Berlusconi torna a Bari, dopo il bagno di folla nell’ultima campagna elettorale per le Politiche e pronto a tornare in prima linea se le urne dovessero farsi inevitabili come leader della coalizione e candidato premier: “Da irresponsabili affrontare la crisi con un governicchio di minoranza”, tuona dal palco in piazza della Libertà, tra la Prefettura e Palazzo di Città. E cala gli assi: dai nomi dei papabili al Colle alla Magistratura, fino al Governatore Vendola.
 
La giornata politica era iniziata con il no di Pierluigi Bersani alle ipotesi di governissimo, scandito da Roma durante la manifestazione Pd, insieme al “di qualunquismo ce n’è già troppo” riservato a Matteo Renzi dopo il suo “la politica faccia presto”. Nel capoluogo pugliese, intanto, i racconti più leggeri sulla cena del presidente alla sala Zonno del venerdì lasciavano il passo a quelli sul caffè mattutino della first lady, Francesca Pascale, in un bar del Corso e sulla cravatta del titolare, indossata in omaggio all’ospite di Arcore, con su stampato Tarzan intento ad attirare alcune donne gridando. Poi, poco dopo le 17,00 l’inizio: “Avevamo organizzato pullman e auto per portare in piazza 50mila pugliesi ma qui adesso siamo già diventati almeno 150mila. Una piazza mai vista”, commentano entusiasti i vertici regionali del partito.
 
 
Il Cavaliere se la gioca a testa bassa, contro il Rivoluzionario Gentile, padrone di casa, e “le sue fantastiche narrazioni dopo le quali ci si sente stupidi perché non si capisce nulla”. “Oggi facciamo a meno delle sue surreali elucubrazioni", manda a dire, per nulla restio nel citare le vicende giudiziarie tanto del numero uno della Giunta regionale quanto dell’ex Ministro di Maglie Raffaele Fitto: “Nichi sì che ci può insegnare come fare bene l’imputato: con i magistrati che lo giudicheranno e lo assolveranno ci va a pranzo”, invia per direttissima al Masaniello terlizzese, proprio a poche ore dall’assemblea di Sel nella quale aveva invitato i suoi a “rimescolarsi con il Pd”. I Magistrati? “Come giocatori in campo”, insiste, paragonandone le correnti ad associazioni segrete.
 
 
Se non bastasse ne ha anche per il Colle, a stretto giro dal rifiuto di Romano Prodi che, pur dato in vantaggio dai bookmakers nella lunga corsa alla successione di Napolitano, resta alla finestra e smentisce ipotesi di candidature: “Sto semplicemente a guardare”. Sottili strategie per non bruciarsi, come ha fatto in mattinata Franco Marini? Silvio elenca, uno dopo l’altro, i nomi dei papabili lasciandoli cadere compiaciuto tra i fischi della folla: Rosy Bindi, Milena Gabanelli, Gino Strada, e nel dubbio, anche il Professore: “Con lui Capo dello Stato meglio andare tutti all’estero”, arringa, accusando i democratici di voler monopolizzare tutte le cariche istituzionali, e per la par condicio, anche Mario Monti di aver imposto una patrimoniale strisciante: “Anche un cretino sa inventare nuove tasse, ci vuole un genio, invece, per ridurre la pressione fiscale”, spiega sornione, e non ci vuole molto ad intendere che non annoveri il bocconiano tra i secondi.
 
 
La sfida è già lanciata: ai leaders della sinistra, da Occhetto a Bersani, dribblando però il Sindaco di Firenze, maggior indiziato a contendergli la poltrona di Palazzo Chigi, ma anche a Grillo e al suo Movimento, “turisti a 5 stelle della democrazia e banda di dilettanti allo sbaraglio”. I sondaggi, rispuntati ad hoc tra le sue argomentazioni, segnano il 34% dei consensi, seguiti dagli otto punti dell’ offensiva mediatica culminanti con l’elezione diretta del Presidente della Repubblica.
 
 
E, che faccia parte del pantheon azzurro, o meno, la chiusa è con il Jim Morrison de “il momento più buio della notte è cinque minuti prima dell'alba”, all’ombra dello striscione di benvenuto issato sul balcone del Comune dal Sindaco Michele Emiliano. A proposito, tra le reazioni contrastanti all’iniziativa nel pomeriggio anche la bacchettata dell’ex assessore regionale Fabiano Amati: “Sugli edifici pubblici istituzionali possono essere esposte esclusivamente bandiere pubbliche istituzionali”, aveva postato su Facebook allegando il regolamento della Presidenza del Consiglio, ed il consigliere comunale Gemmato già annuncia un’interrogazione in Consiglio sui fondi utilizzati. Quando si dice l’accoglienza.
 
(a.bucci1@libero.it)
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