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Brindisi azzerati i vertici FI.Scheda bianca al ballottaggio

Bari – Azzeramento dei vertici azzurri e scheda bianca al ballottaggio di Brindisi tra Nando Marino e Angela Carluccio.

Il responso delle urne ed il crollo al 4% della lista con le insegne della Ditta bruciano ancora e i berlusconiani ne prendono atto in un lungo vertice serale, alla presenza del segretario regionale Gino Vitali e dei maggiorenti del partito locale: “Il voto è un dovere e  bisogna esercitarlo, ma la nostra proposta di discontinuità non è stata condivisa dai cittadini. Non siamo stati intesi o non siamo stati capaci di mostrarci reale alternativa al passato e lasciamo la parola ai brindisini”, fa mea-culpa il numero uno dei forzisti, annunciando le dimissioni di tutta la dirigenza cittadina e provinciale, compresa quella fasanese, di San Pancrazio e Cisternino. Non di quella regionale, però, come evocato dal fittiano Nicola Ciracì, il quale aveva accusato l’avvocato francavillese di aver desertificato l’intero centrodestra e di star lavorando ad un Patto del Nazareno in scala, con tanto di appoggio malcelato al candidato democratico. “La segreteria regionale non è certo nella disponibilità di Ciracì, ma solo del partito nazionale, se riterrà di discutere a tema dopo il risultato pugliese. Interpreto il ruolo con spirito di servizio e continuerò a farlo finché ne avrò voglia e finché avrò la fiducia di Berlusconi”, tira dritto, parlando con Affartalian.it-Puglia.

Ciracì Carluccio
 

Il clima è rovente, in Consiglio entrerà soltanto l’ex aspirante Sindaco, Nicola Massari, e persino un big di lungo corso come Mauro D’attis - ormai lontano dagli scranni - mette in chiaro dal pomeriggio di non essere disposto ad appoggiare nessun competitor: “Mi sono candidato in FI perché con gli altri (tutti con i loro disastri) non potevo starci al primo turno. È inverosimile starci dopo”, sbotta sui social. Ed è solo l’ultimo degli scossoni, se si conta la bufera sulle dichiarazioni di Vitali sul secondo turno: “Per me il  meno peggio è Marino”, si era lasciato sfuggire, costretto a chiarire poi che di giudizio personale e non di indirizzo politico si trattasse.

Emiliano Nando Marino
 

Tutto risolto? L’esecutivo è convocato per sabato nella sede barese di Via Argiro, ad una settimana esatta dal fischio d’inizio dei supplementari, con i quali si punta ad aggiustare il tiro contro gli uomini del Partito Democratico. E contro i fratelli coltelli dei Cor, fuori dai giochi a Nardò come a Gallipoli e Fasano ma intenzionati al sorpasso proprio nel capoluogo brindisino, in ticket con i centristi di Massimo Ferrarese ed Angela Carluccio, a loro volta in rotta con gli alfaniani di Area Popolare. Dal quartier generale forzista – se è per questo - spiegano di aver offerto all’ex Ministro di Maglie persino la possibilità di indicare il nome per la fascia tricolore ma la variabile non è neppure il mantra dell’unità della coalizione. Dal momento che - quando realizzata - non è bastata a salvare il fasanese Lello di Bari dal quarto posto né il gallipolino Sandro Quintana dal fuoco amico di Vincenzo Barba, per nulla restio ad ammettere di non averlo sostenuto. Atene piange, Sparta non ride ed è ancora guerra tra bande: “Ciracì farebbe bene a pensare a quanto accade nei CoR, che mi pare abbiano problemi più seri del discutere di quanto avviene in Forza Italia. Certo non sono soddisfatto del risultato e a Brindisi serve una cura da cavallo ma restiamo la prima formazione del centrodestra e - se dovessi dimettermi io - dovrebbero farlo anche Fitto, Cassano e molti altri”, rinvia Vitali all’ex compagno di partito.

fitto roma 01
 

Raffaele Fitto non si esprime e guarda avanti. Un peso massimo come il barese D’Ambrosio Lettieri ricorda che non basterà limitarsi a “raccogliere i cocci” e la strada sembra segnata. Passa dalle primarie ma non solo: “I lepenisti stanno facendo un ottimo lavoro nel loro campo. Ora occorre organizzare il campo riformatore-moderato-liberale, per un centrodestra plurale”, aveva dichiarato non a caso a bocce ferme. E potrebbe valere come anticipazione sulla scelta di campo prossima ventura, lasciando intendere di voler offrire un contrappeso moderato al duplex Salvini-Meloni per la leadership nazionale. Un volto “di governo” che supporti e bilanci quello “di lotta” offerto dal leghista e dalla pasionaria capitolina, provando a mettere all’angolo l’ex Cavaliere e ad evitare la diaspora degli scontenti verso i lidi centristi, che siano quelli della creatura popolare di Alfano e Cassano o quelli del possibile tandem tra i verdiniani e Scelta Civica. Dopo i supplementari, s’intende. E senza possibilità di andare ai calci di rigore.

(a.bucci1@libero.it)

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Pubblicato in precedenza sul tema: Ciracì (CoR): 'Vitali e PD lo scorpione e la rana'

                                                    Melini - Meloni denunciano l'intesa col nemico di FI

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