“Buongiorno a tutti, siamo ancora sul nostro nastro pronti a trascorrere un’altra giornata di protesta. Aspettiamo con ansia le 19, per poter vedere la fiaccolata organizzata come segno di solidarietà verso di noi e verso tutte le persone che si trovano nella nostra condizione o peggio”. Ecco cosa scrivono gli operai che stanno portando avanti dal 2 aprile, in cima ad una torre della centrale Edipower, a 40 metri di altezza, la protesta di sensibilizzazione sul futuro dei 24 operai della ditta di pulizie Sogesa, legata alla stessa Edipower. La Sogesa si occupa, infatti, della pulizia dell’impianto e per l’azienda lavorano 24 addetti i quali, nei giorni scorsi, hanno ricevuto la lettera con la quale si comunicava l’avvio delle procedure per la cassa integrazione.
Per oggi, presso la Centrale Edipower, è stata organizzata una fiaccolata di solidarietà nei confronti dei lavoratori in lotta. “Invitiamo tutta la cittadinanza ad essere vicina a chi sta perdendo il lavoro e lotta disperatamente per il futuro della propria famiglia”, riferiscono i sindacati. “Siamo all’assurdo. Perché la gente, per difendere il lavoro, possa fare notiza o deve morire o deve rischiare di morire”, lamentano diversi cittadini sui social network.
Nella giornata di ieri, il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, ha precisato: “Dall’incontro svoltosi in Prefettura è emersa l’ennesima conferma della scarsa attendibilità del gruppo EDIPOWER/A2A rispetto agli impegni assunti e poi puntualmente disattesi”. La società, infatti, secondo il Sindaco, aveva “sbandierato la disponibilità di concedere una proroga di due mesi alla ditta SOGESA, facendo chiaramente intendere che sarebbero state assicurate lavorazioni tali da garantire i 24 posti di lavoro”. Le cose, però, non sono andate così, come spiegato dallo stesso Consales: “La delegazione di EDIPOWER/A2A ha chiarito che la proroga consiste solo nel mantenimento di 3/4 unità di lavoro. Il che significa che almeno 20 operai perderebbero definitivamente il posto di lavoro”.
Le Segreterie Provinciali Brindisi di FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTRASPORTI UIL tagliano corto e concludono: “I frutti avvelenati di decenni di abbandono ed incuria del sistema produttivo e industriale del territorio, iniziano a dare quei segnali di morte che da anni i Sindacati stanno denunciando.
