
Avete cinque minuti per una riflessione intima, quasi una confidenza? L’altra mattina, all’assemblea del Pd Bari, pensavo che questo è ormai il terzo congresso a cui partecipo da quel 2007 in cui lo scelsi, sentendo intimamente che poteva essere la speranza per il Paese. Ma oggi è la dimensione umana a trattenermi in una militanza, forse meno ingenua.
Un partito è una comunità prima di tutto di persone, che condividono la stessa idea di fondo della società. È una comunità di persone che stabiliscono dei legami, anche se purtroppo, spesso, danno priorità a ciò che divide piuttosto che a ciò che unisce. Una volta un deputato mi disse che la frase più comune rivolta ad un qualche compagno era ‘quello è morto’. E’ triste ma è vero.
Io invece voglio trattenere le immagini dei volti che mi hanno lasciato una scia di speranza. Sono volti di donne, soprattutto. Occhi chiari, spesso. Quelli di Assuntela, limpidi come lei è; di Iaia, un fiore di acciaio; di Piera, che sprizzano sapienza. O quelli competenti di Vicky, con Angela e Antonella a fare la parte meno divertente della politica.

Le donne che ho incontrato nel Pd hanno la determinazione nell’arrivare di Antonella e di Loredana, i guizzi d’ingegno di Annarita e Giulia, la dolcezza di Carmen, la classe di Teresita, il sorriso per tutti di Cecilia, la lealtà di Maria Grazia e l’istinto protettivo di Tea. Da sole sono un valore e insieme, come le mitiche massafresi, una vera forza. Ci incrociamo nei consessi di partito, con alcune ci scambiamo qualche telefonata in più. Condividiamo battaglie a geometria variabile, perché le donne non sono ingabbiabili in schemi o correnti.
Di Adalisa vi voglio dire una cosa in più . Perché è un’amicizia nata dentro la competizione per le primarie. Siamo arrivate l’una a ridosso dell’altra , nei numeri. Non ci siamo fatte sconti laddove potevamo acquisire un consenso. Ma mai un colpo basso, niente meno della correttezza e della stima, anche conoscendoci poco e senza condividere altro che la nostra militanza.

Subito dopo è stato spontaneo ritrovarsi in una comune richiesta di dialogo pubblico che, senza successo, abbiamo rivolto ai segretari provinciale e regionale in carica. E immettere un po’ di sale nella competizione con gli amici di “rompiamo gli ormeggi”.
Questo è quello che mi piace trattenere di questa mia militanza. Queste persone danno un senso alla condivisione che un partito implica. Non è un caso che siano donne, e spero ce ne siano sempre di più. Di queste, che conoscono e praticano quel consiglio che la nonna diede a Bob Dylan : “Sii gentile con gli altri, perché non sai cosa hanno passato”.
