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coldiretti falso made in italy 1
 

“Come volevasi dimostrare. ‘Bloccati e identificati’ al presidio del Brennero tir carichi di latte – il più grande contente 26mila tonnellate di prodotto estero - destinazione Andria, e un altro carico di cacao, diretto ad una struttura della grande distribuzione estera di Molfetta".

"E ancora tir carichi soprattutto di cagliate e anche di grano, provenienti dai Paesi del Nord Europa, destinazione ‘Made in Italy’ che abbiamo fermato in queste ore. Altro che burrata di Andria IGP, fatta, nella migliore delle ipotesi, con latte tedesco!"

"E’ la dimostrazione di quali e quanti percorsi ingarbugliati e tortuosi i prodotti agroalimentari facciano prima di arrivare sulle nostre tavole. Gli agropirati internazionali ed i falsari del made in Puglia, commercializzando prodotti di dubbia provenienza ed origine spacciati per italiani, arrecano danno all’economia regionale, minano il reddito delle imprese agricole e truffano i consumatori, ignari di quello che acquistano e mangiano. Ringraziamo il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, e tutta la squadra di Assessori che hanno approvato in Giunta una delibera di sostegno alla nostra mobilitazione, affinché divenga obbligatoria in etichetta l’origine di tutti i prodotti agroalimentari”.

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E’ il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, a dare notizia di quanto sta accadendo al valico del Brennero dove, assieme al Direttore regionale, Antonio De Concilio, guidano allevatori e coltivatori pugliesi. Una delegazione di 400 imprenditori agricoli di Puglia, inoltre, presidierà Montecitorio per chiedere con forza provvedimenti in difesa del ‘vero made in Italy’.

“Per superare definitivamente le anomalie che minacciano il valore del Made in Italy agroalimentare – continua il Direttore De Concilio – e che ‘boicottano’, in particolare, le filiere nazionali della carne suina, del latte, dei cereali e della frutta, riteniamo indispensabile l’adozione di specifici provvedimenti. Senza alcun costo per l’Amministrazione e per i cittadini, che diano effettiva e piena attuazione alla normativa nazionale e comunitaria sull’obbligo dell’indicazione in etichetta dell’origine dei prodotti, sia freschi sia trasformati, a partire dai decreti di attuazione della Legge 3 febbraio 2011, n.4".

"Va garantito il rispetto da parte della Commissione europea – conclude De Concilio - del termine del 13 dicembre 2013, imposto dal Regolamento 1169/2011/CE, per l’attuazione completa dell’obbligo di indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza e al contempo vanno resi pubblici i dati sulle importazioni e sui relativi controlli, concernenti l'origine dei prodotti, disponibili presso Ministero della Salute, Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali e Agenzia delle Dogane”.

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LA MAPPA DELLE TRAPPOLE NEL SETTORE AGROALIMENTARE PUGLIESE:

PASTA - In Puglia si concentra oltre il 36% dell’attività molitoria nazionale, con la lavorazione di circa 80 mila quintali al giorno di solo grano duro e di altri 15 mila quintali di grano tenero adottando innovazioni tecnologiche e strategie di mercato molto avanzate. Nell’industria della pasta, seppure rilevante, il ruolo della Puglia appare ridimensionato rispetto a quello della prima trasformazione, detenendo il 10% del potenziale nazionale.

La Puglia è la regione cerealicola leader in Italia con una Produzione Lorda Vendibile di 230milioni di euro. Nonostante ciò, gli industriali della pasta utilizzano solo il 20% di prodotto regionale, mentre sono 800.000 le tonnellate di grano duro che arrivano nel nostro Paese da Australia, Canada, Bangladesh, Sud America, Messico, Arizona e Texas….per produrre pasta "Made in Italy" senza che sia indicato in etichetta. La superficie investita a grano duro è la più estesa tra tutte le altre colture praticate e da sola rappresenta ¼ dell’intera Superficie Agricola Utilizzata (S.A.U.) regionale. Oltre il 60% della produzione regionale si concentra nel tavoliere di Foggia, nella pianura della Capitanata meridionale e nella fossa premurgiana barese.

Nel corso del tempo la forbice tra prezzi corrisposti alla produzione e quelli fissati al consumo si è ulteriormente allargata, tant’è che oggi il ricarico tra grano duro e pasta è di circa 400%, grano tenero e pane intorno al 1.000%.

Vino Musica Grottaglie 3
 

VINO - I casi di “agropirateria” nel settore vinicolo pugliese riguardano in particolare Negroamaro, Primitivo, Moscato, Aleatico e Malvasia. In America si producono Moscato, Malvasia e Aleatico, venduti con  “DOC” californiane Napa Valley o Sonoma County e riuniti, ironia della sorte, nel “Consorzio Cal-Italia”, ma commercializzati con nomi italiani. Il fenomeno sta colpendo, in maniera particolare, il primitivo pugliese. In America un vino, lo ‘Zinfandel’, viene venduto e si sta affermando sul mercato come ‘Primitivo’ ed i siti non si lasciano sfuggire l’occasione di chiamare in causa continuamente la Puglia, per accrescere il valore e l’immagine del prodotto americano. A breve, si presume, invaderà il mercato europeo, considerati gli investimenti telematici sostenuti.

pomodoro conserva res mini
 

CONSERVE DI POMODORO - I ‘falsari del Made in Italy’ colpiscono ogni anno anche il settore ortofrutticolo. La Puglia è leader, per esempio, nella produzione di pomodoro con i suoi 2,7 milioni di quintali che incidono sulla produzione nazionale per il 35%. E’ evidente, dunque, il danno arrecato alle imprese agricole pugliesi e alle produzioni tipiche e di qualità regionali dalle 82.000 tonnellate di concentrato di pomodoro provenienti dalla Cina per produrre salse "italiane".


 

OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA - Uno dei settori più colpiti da frodi e sofisticazioni in Puglia è il comparto olivicolo-oleario, in cui, nonostante il riconoscimento comunitario per 5 oli DOP (Denominazione d’Origine Protetta) ‘Terra di Bari’, ‘Terra d’Otranto’, ‘Dauno’ e ‘Collina di Brindisi’ e ‘Terre Tarentine’ ed una produzione pari a 11 milioni di quintali di olive ed oltre 2,2 milioni di quintali di olio, sono 160 i milioni di litri di olio di oliva importati ogni anno per essere miscelati con quello italiano ed in particolare con quello pugliese, dato che l'incidenza della produzione olivicola regionale su quella nazionale è pari al 36,6% e al 12% di quella mondiale. Nel corso dell’ultimo decennio le importazioni complessive di oli di oliva in Puglia sono cresciute più rapidamente delle esportazioni, confermando il sostanziale deterioramento della posizione competitiva della filiera pugliese sui mercati esteri. Le importazioni complessive di oli d’oliva ammontano in media a circa 87.000 tonnellate, mentre le esportazioni si aggirano sulle 38.000 tonnellate. Gli oli stranieri sono  importati principalmente da Spagna, Grecia e Tunisia, acquistati a prezzi più bassi rispetto al prodotto regionale, e utilizzati dagli imbottigliatori per l’ottenimento di blend con oli regionali..

mozzarella
 

MOZZARELLA - In Puglia la produzione di latte è pari a circa 3,2 milioni di quintali, rinveniente da 2.700 allevamenti con 82.000 capi bovini allevati per la produzione di latte vaccino e la conseguente produzione di prodotti caseari di tutto prestigio come ‘il Fior di Latte’, la burrata, il cacioricotta, il caciocavallo ecc. Sempre più spesso, però, la famosa mozzarella pugliese è ‘costruita in laboratorio’ con materia prima proveniente da Paesi europei e non, con latte più volte pastorizzato o con semilavorati, in genere cagliata, da parte di alcune imprese casearie che, irrispettose del territorio e dei consumatori, preferiscono, al latte pugliese, semilavorati importati da Paesi UE ed extra UE. Pertanto, dei 421.000 quintali di mozzarelle regolarmente venduti come pugliesi, oltre il 35% (circa 160.000 quintali) sono ‘costruiti’ con cagliate e paste fuse provenienti dall’estero.

(gelormini@affaritaliani.it)

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