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Melchiorre Crosetto GemmatoBari -  I Fratelli D’Italia del capoluogo riaprono i giochi per le Comunali. Non solo restano fermi sulla necessità di primarie di coalizione ma annunciano ufficialmente Filippo Melchiorre come candidato alla competizione e si dicono pronti allo strappo con gli alleati, nel caso in cui le richieste non dovessero essere accolte. “Stiamo lanciando una scommessa a Raffaele Fitto, che sta alla Puglia come Berlusconi sta all’Italia: non faccia i suoi stessi errori e faccia scegliere la classe dirigente dal basso”, commenta ad Affaritaliani Puglia il presidente nazionale pro tempore Guido Crosetto.
 
 
A pochi giorni dalla discesa in campo dell’ex numero uno di AdP, Mimmo Di Paola, e dalle prime consultazioni del centrodestra nel fine settimana con forze e movimenti, è Marcello Gemmato a lanciare l’allarme: “Non possiamo ridurci alla settimana prima della presentazione delle liste, noi proponiamo un metodo di discontinuità con il passato e Filippo Melchiorre è una risorsa a disposizione”. E se il nome dell’ex enfant prodige di An era già balenato nelle ultime Amministrative come alternativa a quello di Di Cagno Abbrescia ed è rimasto sul tappeto mentre salivano le quotazioni dell’oncologo Schittulli fino alla voce insistente del braccio di ferro in atto sulla designazione ed il nome di ricorrente di Massimo Cassano, la novità sta tutta nella chiosa finale: “Se la nostra proposta non dovesse essere accettata saremo costretti a correre da soli, punge Crosetto, “un partito al 20% non ha nulla da temere e non avrebbe motivo di rifiutare, come è stato fatto per le scorse Politiche, lo svolgimento delle Primarie”. In compenso, nel Pdl i venti nazionali impetuosi inducono alla prudenza: il numero uno cittadino D’Ambrosio Lettieri aveva subito strizzato l’occhio all’imprenditore della SvimService parlando di “stimolo alla riflessione” ma rumours raccontano di un veto arrivato dai piani alti e i cavalloni nei Palazzi della Capitale potrebbero spingere più di un big che aveva rinunciato alla contesa a rivedere i propri piani. “Non cerchiamo primogeniture ma un candidato che vinca e senza fughe in avanti”, ribadisce il vice coordinatore regionale Distaso, pur tenendo la barra dritta: “Per noi le consultazioni per il candidato restano uno dei metodi ma non l’unico e anche il metodo è sostanza”.
 
 
Va da sé che molto faranno le evoluzioni romane, la possibilità di un bis di Enrico Letta a Palazzo Chigi, le dimissioni dei Ministri azzurri “congelate” dal Capo dello Stato e la volontà di scongiurare lo scioglimento delle Camere ed il liberi tutti. Tuttavia il fondatore del partito di Giorgia Meloni e Ignazio Larussa non ci sta a fare i conti con il pallottoliere su “dissidenti”, falchi e colombe: “Abbiamo avuto per sei mesi un Governo che non ha fatto nulla, a cosa serve?”. E nemmeno i distinguo delle ultime ore arrivati da Quagliariello e dagli altri big berlusconiani sembrano cambiare lo scenario: “Piuttosto che dagli estremismi, non vogliono prendere le distanze dalla poltrona che occupano”, sferza. Le partite sono tutt’altro che chiuse. Puglia compresa.
 
(a.bucci1@libero.it)
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