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Taranto ritrova uno dei suoi figli lontani, lo scrittore Cosimo Argentina, che l’8 e il 9 Luglio farà rivivere l’atmosfera degli anni ’70 nelle strade della Città dei Due Mari. Atmosfera, amici e passione calcistica impresse sulle pagine due “Cuore di cuoio”: il libro che la compagnia teatrale “Crest” ha inserito, a ragion veduta, nell’ambito della rassegna “Città nascosta”, organizzata per portare alla luce le storie e le bellezze della città di Taranto.

Affaritaliani.it ne parla con l’autore Cosimo Argentina:


Lei ha già scritto testi teatrali e ha collaborato con compagnie teatrali… Che cosa aggiunge il teatro alla lettura e come modifica la scrittura di un testo?

In realtà ho scritto poco per il teatro. Ho portato in scena un monologo dal titolo “Mi state tutti sul cazzo e sono qui per dirvelo” e poi ho collaborato con la Compagnia Nuova Scena di Milano e con la compagnia Los Ticers di cui facevo parte. Il teatro aggiunge alla scrittura la profondità del momento, l’immagine, il gesto. Scrivere per il teatro vuol dire scrivere per i personaggi più che per la storia.

Argentina Cosimo


Tramite una compagnia teatrale conobbe personalmente Alda Merini, ma non a Taranto. In generale, non ci sono molti incontri fra artisti e idee, anche le tante associazioni culturali della città, collaborano poco tra loro...

Alda Merini non l’ho conosciuta a Taranto per motivi anagrafici. Ma la questione di una frammentazione del mondo culturale tarantino è un fatto. Pochi gli illuminati che comprendono che partecipare a eventi di altri non sia una deminutio. La questione è quella di smetterla di difendere il proprio orticello.


Il Crest opera da anni con i suoi laboratori, le sue iniziative, gli spettacoli teatrali, ora “Città nascosta”... per Cosimo Argentina cosa è nascosto?

Non saprei. Certo è una città ancora tutta da scoprire. Ho sempre l’impressione che Taranto abbia espresso il 10% delle sue potenzialità e allora aspettiamo di vedere il resto. Il resto c’è, ne sono sicuro, ma stenta a venir fuori.


Lei interverrà personalmente al reading del suo “Cuore di cuoio”, che è un racconto in prima persona e parla di amicizia e passione calcistica, un formidabile staccato degli anni '70, ma come sono cambiati gli adolescenti oggi rispetto ai personaggi della sua storia?

È cambiato tutto. È quasi archeologia antropologica. Gli spazi che avevamo a disposizione noi oggi non esistono. Giocavamo a pallone dalle due del pomeriggio fino a che non diventava buio. Oggi i ragazzi devono prendere in affitto un campo da calcetto a dieci euro a testa per un’ora. Non esiste, il paragone.

 

Taranto Questa4

Il calcio di oggi sembra diverso da quello giocato da “Jaco-gol”e Taranto anche è diversa... in cosa?

Allora i calciatori giocavano con la maglia di lana, avevano baffi da contadino e sposavano la ragazza del loro paese. Guadagnavano il giusto per comprare una pompa di benzina per il dopo carriera. Anche Taranto come società calcistica era diversa. Noi tifosi conoscevamo la formazione solo una volta allo stadio quando distribuivano il “due pagine” Rossoblù e la gente non era così agitata e se il Taranto perdeva la faccenda finiva lì. Avevamo come presidente un macellaio la cui figura oggi deve essere rivalutata. Anche la città era diversa. Ma questo è fisiologico. Erano diversi gli anni, il decennio. Di quella Taranto mi manca lo stare seduti sui cofani delle auto e poter fare sempre qualcosa senza avere un soldo in tasca. I cinema di terza visione. Le pizze a Villa Enza o da Lorenzo – quando Lorenzo era vivo. Mi mancano i terreni sterminati dietro la Concattedrale dove esistevano centomila campi da calcio ideali. Sui cambiamenti non ho una teoria. Le cose cambiano ed è inevitabile. Sembra che migliorino, ma non sempre è vero. Del resto cambiamo anche noi.


Pensando all'eredità greca ci sono le tombe degli atleti, le maschere del teatro e gli ori... ma qual è “l'oro di Taranto”? E i suoi libri cosa hanno ereditato dalla città dei due mari?

L’oro di Taranto è l’assenza di un posto uguale nel mondo. Di città come Lecce secondo me ce ne sono, come Foggia e Bari. Di altre Taranto in giro non ne esistono. Dovremmo fare tesoro di questo. I miei libri? Alcuni li ho scritti per i miei amici, come appunto Cuore di cuoio. Spero che nel leggerlo si siano divertiti e ritrovati almeno loro. Almeno loro, se non altro.

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