di Antonio V. Gelormini
La svista giornalistica, di per sè, non è al centro dell’attenzione analitica, nè lo è il fatto che sia capitato a Repubblica-Bari. Lo è invece il suo essere testimonianza di un malinteso alquanto diffuso, dato che a far presa sull’opinione pubblica è decisamente più efficace ogni riferimento all’oncologia in genere.
Il titolo sulla homepage di Repubblica: “Sorrisi, doni e balli: la Befana dei piccoli dell’oncologico”, per dar conto della “visita in ospedale del sindaco Antonio Decaro e dell’assessore Francesca Bottalico ai bambini del reparto oncologico del Giovanni XXII cui hanno portato doni in occasione della Befana“.

Ora, al di là del refuso Giovanni XXII, il malinteso su cui scivola anche Repubblica è che il Giovanni XXIII a Bari è sì l’Ospedale dei bambini (l’Ospedaletto), ma non ha alcun reparto di Oncologia. Per cui diventa arduo battezzarlo addirittura come “oncologico”.
L’unico centro di Oncologia Pediatrica del capoluogo è presso il Policlinico di Bari, dove da tempo il malinteso è fonte di problemi mediatici, talvolta di critiche fuori tema, spesso di attribuzioni di casi non pertinenti.
Lo stesso centro d’eccellenza oncologica, il “Giovanni Paolo II”, ex Ospedale “Cotugno”, non prevede alcun reparto di Oncologia Pediatrica. E Monia Pinzaglia, presidente Apleti ricorda: “Vorrei che quel reparto di oncologia pediatrica non esistesse, ma c’è ed è giusto fare chiarezza. Non molto tempo fa, sono stati a Bari gli attori di ‘Braccialetti rossi’ – che naturalmente i nostri bambini avrebbero voluto incontrare per ovvie affinità….- ma il cast si recò al Giovanni XXIII, ignaro di non trovarsi tra pazienti oncologici”.
E’ probabile che il sindaco Decaro e l’assessore Bottalico siano protagonisti indiretti e inconsapevoli della vicenda mediatica, ma forse sarà il caso di vestire di nuovo i panni della solidarietà – magari in occasione del Carnevale – e programmare una nuova visita “ai piccoli dell’oncologico”.
(gelormini@affaritaliani.it)
