“Alea iacta est” verrebbe da dire, se non si conoscesse la tempra dell’uomo di programma, dal costante approccio imprenditoriale, anziché la sfrontatezza dell’uomo d’azzardo. Anche se la decisione di Domenico Di Paola d’intraprendere, “non da solo”, il percorso verso il Palazzo di Città di Bari è vissuta come un’ulteriore sfida, per dare un taglio moderno, efficiente ed internazionale all’amministrazione del capoluogo di una regione-brand, da tempo saldamente al centro di attenzioni, desiderata e analisi socio-economiche multisettoriali.

Sarà una Lista civica, quella che Impegno Civile conta di mettere insieme attorno al “Manifesto per Bari”, presentato da Di Paola “all’ombra significativa del Teatro Petruzzelli” e lungo un sightseeing tour in Bari, che dovrà diventare per tutti “quaderno” prezioso di “Appunti di vista” e calepin quotidiano di impegno, dedizione e creatività per l’obiettivo comune di un autentico rinnovamento della città.

I notevoli risultati perseguiti alla guida di Svimservice e di Aeroporti di Puglia e la sensibilità ripetutamente riscontrata negli ambiti della solidarietà, dello sviluppo sostenibile, della salvaguardia dei beni comuni e dette tematiche socio-antropologiche, rimandano a un’idea di guida della città decisamente meno ideologica, meno politicante e più manageriale nel senso moderno dell’amministrazione in genere: sia essa pubblica o privata.

Il Manifesto programmatico si delinea lungo alcuni punti cardini, tre grandi progetti e quattro linee d’azione per Bari. Scalare la classifica che vede Bari al 100° posto su 107 città italiane, secondo Il Sole 24Ore, per qualità della vita; aggredire il tasso di disoccupazione salito al 16% (il più alto negli ultimi 10 anni) e arrestare il trend che vede chiudere più aziende rispetto alla creazione di nuova impresa; razionalizzare la macchina amministrativa e valorizzare gli asset importanti posseduti; migliorare ed rendere più efficienti i servizi erogati; rendere decisamente più attrattiva una città che registra uno spaventoso e scarso indice di presenze turistiche per abitante.

Un volano per mettere in azione turismo, commercio, ecologia e servizi: tre grandi progetti. La riqualificazione del Lungomare di Bari, un’Arena per grandi eventi, un Distretto Commerciale aperto al mondo. Il tutto attraverso linee d ‘azione: a) economica, per promuovere impresa e attrarre investimenti; b) sostenibile, per rendere Bari eco-sostenibile nel tempo; c) organizzativa, per rendere più accessibile e a misura di cittadino l’amministrazione della città; d) attrattiva, per portare più visitatori, turisti e viaggiatori.

Un approccio “trasversale”, che in politica mantiene lo sguardo ampio, in attesa di segnali e attenzioni che non celino “i soliti giochi di potere”. Che parla soprattutto al largo segmento dei non votanti o votanti “dormienti”, ma che con raffinata “inconsapevolezza” strizza l’occhio al centrosinistra col Manifesto e i quaderni, mentre fissa con insistenza lo sguardo interrogativo sull’articolata platea di centrodestra, in cerca di una quadratura del cerchio sugli indirizzi di coalizione per le prossime tornate elettorali.

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“Alea iacta est” verrebbe da dire, se non si conoscesse la tempra dell’uomo di programma, dal costante approccio imprenditoriale, anziché la sfrontatezza dell’uomo d’azzardo. Anche se la decisione di Domenico Di Paola d’intraprendere, “non da solo”, il percorso verso il Palazzo di Città di Bari è vissuta come un’ulteriore sfida, per dare un taglio moderno, efficiente ed internazionale all’amministrazione del capoluogo di una regione-brand, da tempo saldamente al centro di attenzioni, desiderata e analisi socio-economiche multisettoriali.

Sarà una Lista civica, quella che Impegno Civile conta di mettere insieme attorno al “Manifesto per Bari”, presentato da Di Paola “all’ombra significativa del Teatro Petruzzelli” e lungo un sightseeing tour in Bari, che dovrà diventare per tutti “quaderno” prezioso di “Appunti di vista” e calepin quotidiano di impegno, dedizione e creatività per l’obiettivo comune di un autentico rinnovamento della città.

I notevoli risultati perseguiti alla guida di Svimservice e di Aeroporti di Puglia e la sensibilità ripetutamente riscontrata negli ambiti della solidarietà, dello sviluppo sostenibile, della salvaguardia dei beni comuni e dette tematiche socio-antropologiche, rimandano a un’idea di guida della città decisamente meno ideologica, meno politicante e più manageriale nel senso moderno dell’amministrazione in genere: sia essa pubblica o privata.

Il Manifesto programmatico si delinea lungo alcuni punti cardini, tre grandi progetti e quattro linee d’azione per Bari. Scalare la classifica che vede Bari al 100° posto su 107 città italiane, secondo Il Sole 24Ore, per qualità della vita; aggredire il tasso di disoccupazione salito al 16% (il più alto negli ultimi 10 anni) e arrestare il trend che vede chiudere più aziende rispetto alla creazione di nuova impresa; razionalizzare la macchina amministrativa e valorizzare gli asset importanti posseduti; migliorare ed rendere più efficienti i servizi erogati; rendere decisamente più attrattiva una città che registra uno spaventoso e scarso indice di presenze turistiche per abitante.

Un volano per mettere in azione turismo, commercio, ecologia e servizi: tre grandi progetti. La riqualificazione del Lungomare di Bari, un’Arena per grandi eventi, un Distretto Commerciale aperto al mondo. Il tutto attraverso linee d ‘azione: a) economica, per promuovere impresa e attrarre investimenti; b) sostenibile, per rendere Bari eco-sostenibile nel tempo; c) organizzativa, per rendere più accessibile e a misura di cittadino l’amministrazione della città; d) attrattiva, per portare più visitatori, turisti e viaggiatori.

Un approccio “trasversale”, che in politica mantiene lo sguardo ampio, in attesa di segnali e attenzioni che non celino “i soliti giochi di potere”. Che parla soprattutto al largo segmento dei non votanti o votanti “dormienti”, ma che con raffinata “inconsapevolezza” strizza l’occhio al centrosinistra col Manifesto e i quaderni, mentre fissa con insistenza lo sguardo interrogativo sull’articolata platea di centrodestra, in cerca di una quadratura del cerchio sugli indirizzi di coalizione per le prossime tornate elettorali.

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“Alea iacta est” verrebbe da dire, se non si conoscesse la tempra dell’uomo di programma, dal costante approccio imprenditoriale, anziché la sfrontatezza dell’uomo d’azzardo. Anche se la decisione di Domenico Di Paola d’intraprendere, “non da solo”, il percorso verso il Palazzo di Città di Bari è vissuta come un’ulteriore sfida, per dare un taglio moderno, efficiente ed internazionale all’amministrazione del capoluogo di una regione-brand, da tempo saldamente al centro di attenzioni, desiderata e analisi socio-economiche multisettoriali.

Sarà una Lista civica, quella che Impegno Civile conta di mettere insieme attorno al “Manifesto per Bari”, presentato da Di Paola “all’ombra significativa del Teatro Petruzzelli” e lungo un sightseeing tour in Bari, che dovrà diventare per tutti “quaderno” prezioso di “Appunti di vista” e calepin quotidiano di impegno, dedizione e creatività per l’obiettivo comune di un autentico rinnovamento della città.

I notevoli risultati perseguiti alla guida di Svimservice e di Aeroporti di Puglia e la sensibilità ripetutamente riscontrata negli ambiti della solidarietà, dello sviluppo sostenibile, della salvaguardia dei beni comuni e dette tematiche socio-antropologiche, rimandano a un’idea di guida della città decisamente meno ideologica, meno politicante e più manageriale nel senso moderno dell’amministrazione in genere: sia essa pubblica o privata.

Il Manifesto programmatico si delinea lungo alcuni punti cardini, tre grandi progetti e quattro linee d’azione per Bari. Scalare la classifica che vede Bari al 100° posto su 107 città italiane, secondo Il Sole 24Ore, per qualità della vita; aggredire il tasso di disoccupazione salito al 16% (il più alto negli ultimi 10 anni) e arrestare il trend che vede chiudere più aziende rispetto alla creazione di nuova impresa; razionalizzare la macchina amministrativa e valorizzare gli asset importanti posseduti; migliorare ed rendere più efficienti i servizi erogati; rendere decisamente più attrattiva una città che registra uno spaventoso e scarso indice di presenze turistiche per abitante.

Un volano per mettere in azione turismo, commercio, ecologia e servizi: tre grandi progetti. La riqualificazione del Lungomare di Bari, un’Arena per grandi eventi, un Distretto Commerciale aperto al mondo. Il tutto attraverso linee d ‘azione: a) economica, per promuovere impresa e attrarre investimenti; b) sostenibile, per rendere Bari eco-sostenibile nel tempo; c) organizzativa, per rendere più accessibile e a misura di cittadino l’amministrazione della città; d) attrattiva, per portare più visitatori, turisti e viaggiatori.

Un approccio “trasversale”, che in politica mantiene lo sguardo ampio, in attesa di segnali e attenzioni che non celino “i soliti giochi di potere”. Che parla soprattutto al largo segmento dei non votanti o votanti “dormienti”, ma che con raffinata “inconsapevolezza” strizza l’occhio al centrosinistra col Manifesto e i quaderni, mentre fissa con insistenza lo sguardo interrogativo sull’articolata platea di centrodestra, in cerca di una quadratura del cerchio sugli indirizzi di coalizione per le prossime tornate elettorali.

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“Alea iacta est” verrebbe da dire, se non si conoscesse la tempra dell’uomo di programma, dal costante approccio imprenditoriale, anziché la sfrontatezza dell’uomo d’azzardo. Anche se la decisione di Domenico Di Paola d’intraprendere, “non da solo”, il percorso verso il Palazzo di Città di Bari è vissuta come un’ulteriore sfida, per dare un taglio moderno, efficiente ed internazionale all’amministrazione del capoluogo di una regione-brand, da tempo saldamente al centro di attenzioni, desiderata e analisi socio-economiche multisettoriali.

Sarà una Lista civica, quella che Impegno Civile conta di mettere insieme attorno al “Manifesto per Bari”, presentato da Di Paola “all’ombra significativa del Teatro Petruzzelli” e lungo un sightseeing tour in Bari, che dovrà diventare per tutti “quaderno” prezioso di “Appunti di vista” e calepin quotidiano di impegno, dedizione e creatività per l’obiettivo comune di un autentico rinnovamento della città.

I notevoli risultati perseguiti alla guida di Svimservice e di Aeroporti di Puglia e la sensibilità ripetutamente riscontrata negli ambiti della solidarietà, dello sviluppo sostenibile, della salvaguardia dei beni comuni e dette tematiche socio-antropologiche, rimandano a un’idea di guida della città decisamente meno ideologica, meno politicante e più manageriale nel senso moderno dell’amministrazione in genere: sia essa pubblica o privata.

Il Manifesto programmatico si delinea lungo alcuni punti cardini, tre grandi progetti e quattro linee d’azione per Bari. Scalare la classifica che vede Bari al 100° posto su 107 città italiane, secondo Il Sole 24Ore, per qualità della vita; aggredire il tasso di disoccupazione salito al 16% (il più alto negli ultimi 10 anni) e arrestare il trend che vede chiudere più aziende rispetto alla creazione di nuova impresa; razionalizzare la macchina amministrativa e valorizzare gli asset importanti posseduti; migliorare ed rendere più efficienti i servizi erogati; rendere decisamente più attrattiva una città che registra uno spaventoso e scarso indice di presenze turistiche per abitante.

Un volano per mettere in azione turismo, commercio, ecologia e servizi: tre grandi progetti. La riqualificazione del Lungomare di Bari, un’Arena per grandi eventi, un Distretto Commerciale aperto al mondo. Il tutto attraverso linee d ‘azione: a) economica, per promuovere impresa e attrarre investimenti; b) sostenibile, per rendere Bari eco-sostenibile nel tempo; c) organizzativa, per rendere più accessibile e a misura di cittadino l’amministrazione della città; d) attrattiva, per portare più visitatori, turisti e viaggiatori.

Un approccio “trasversale”, che in politica mantiene lo sguardo ampio, in attesa di segnali e attenzioni che non celino “i soliti giochi di potere”. Che parla soprattutto al largo segmento dei non votanti o votanti “dormienti”, ma che con raffinata “inconsapevolezza” strizza l’occhio al centrosinistra col Manifesto e i quaderni, mentre fissa con insistenza lo sguardo interrogativo sull’articolata platea di centrodestra, in cerca di una quadratura del cerchio sugli indirizzi di coalizione per le prossime tornate elettorali.

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Il Manifesto presentato durante un originale sightseeing tour per la città di Bari, avrà naturalmente bisogno di trovare anche altre declinazioni, che non siano solo quelle legate allo sviluppo turistico: pur celando, nelle diverse sfaccettature di una vocazione ricettiva smarrita, per una “Città sul mare”, i bandoli di altrettanti fili conduttori di problematiche e prospettive di programma, per il suo sviluppo e le relative evoluzioni amministrative, politiche e sociali.

Il primo passo, anzi, il primo tour, è fatto. Se sarà un susseguirsi di giri di valzer o un percorso a tappe, più o meno complicate, che porti gradualmente alla scalata decisiva, lo si vedrà presto.

A quanto sembra capire, secondo il leader di Impegno Civile per Bari, Domenico Di Paola, tutto dipenderà dall’eccellenza dei gregari in squadra. Perché ad indossare la Maglia Rosa sarà uno, ma ad impegnarsi, sudare e portare acqua dovranno essere in tanti. L’impegno politico-amministrativo è una missione, non un invito a pranzo!

(gelormini@affaritaliani.it)

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