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25 10 13 foto sindaco Emiliano assemblea annuale Anci

Il sindaco di Bari Michele Emiliano è intervenuto nel corso della 30esima Assemblea annuale dell’ANCI, a Firenze, al convegno “Una nuova fiscalità dei Comuni per uscire dalle emergenze”.

“Le modalità di redazione della legge più importante dell’anno, la legge di stabilità - ha dichiarato Emiliano - andrebbero cambiate. Ci siamo trovati di fronte a una proposta che è riuscita a scontentare tutti, almeno nella fase della sua produzione, probabilmente perché sono mancati momenti di confronto e partecipazione alle scelte. Persino in un Comune, ogni volta che bisogna presentare un’ipotesi di bilancio, è necessario definire cosa fare attraverso un’ampia concertazione.

Al contrario, nel caso della definizione della legge più importante dell’anno, c’è stato addirittura il viceministro dell’Economia che ha minacciato di dimettersi perché non consultato. Se c’è una legge italiana che è certamente retroattiva è quella di stabilità, tanto da mettere i Comuni nell’assurda condizione di dover approvare a novembre i bilanci preventivi e di spendere in precedenza il danaro alla cieca, attraverso intuizioni divinatorie su quelle che saranno le linee del governo non ancora svelate.

Nella legge di stabilità, peraltro, non si tiene conto che l’aumento dell’Iva per i Comuni rappresenta un ulteriore costo che non viene in nessun modo recuperato.

Questo ci preoccupa: sarà difficile che i Comuni con questo schema possano svolgere la funzione di programmazione della spesa e di attrazione degli investimenti. Questa legge di stabilità non consente alle città di entrare in connessione con una politica di sviluppo del Paese. È proprio nei momenti peggiori che bisogna avere un’idea chiara dello sviluppo del futuro, ma questa prospettiva del Paese manca totalmente al governo in carica.

michele emiliano

Nonostante l’Unione Europea dica chiaramente che le città sono centri fondamentali per lo sviluppo e la competitività dei territori, in Italia non ci sono politiche che rafforzino questo tessuto. Né possiamo contare su leve di politica fiscale locale che, senza aggravare la pressione fiscale, ci consentano di attivare meccanismi di attrazione di investimenti grazie alla maggiore efficienza ed economicità di ciascun Comune”.

Il sindaco Emiliano ha anche sottolineato l’insufficienza delle misure di premialità per i Comuni più virtuosi in tema di spending review: “Bari, ad esempio, ha adempiuto al suo dovere e oggi ha oltre 120 milioni di euro di avanzo di amministrazione bloccati dal patto di stabilità. Nonostante l’annuncio di allentamento del patto, i cantieri vengono sospesi e lavorano a singhiozzo in attesa che venga erogato il denaro relativo agli stati di avanzamento, pur effettivamente compiuti. Inoltre, bisognerebbe prevedere meccanismi di supporto per quei Comuni a rischio dissesto: l’Anci potrebbe essere una sorta di agenzia che interviene in ausilio degli amministratori in difficoltà, prevenendo il peggio prima che accada l’irrimediabile.

Questi elementi di riflessione, a mio avviso, potrebbero essere alla base di una strategia del governo per attaccare la crisi, proprio a partire da un rinnovato ruolo dei Comuni”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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