Alla vigilia dei referendum nel Lombardo-Veneto per le rivendicazioni di più autonomie regionali, Michele Emiliano – governatore della Regione Puglia e leader di Fronte Democratico (PD) – interviene all’evento di
Fratelli d’Italia “Visto da Sud”, all’Hotel Palace di Bari, e dalle sue dichiarazioni arriva una
conferma alle ipotesi di Affaritaliani.it – Puglia di quelche giorno fa e lancia la proposta di
una grande assemblea tra i rappresentanti delle forze politiche al Sud “Per inserire nei programmi della destra, della sinistra e del
M5S” obiettivi condivisi per il bene del Mezzogiorno.
Per Emiliano, occorre “Scrivere con i consiglieri delle altre regioni una Agenda per chiedere che il Sud sia presente nei programmi di tutti i partiti politici“. Tra i tanti temi da inserire, ha sottolineato: “Ci sono la tutela dell’ambiente, la questione meridionale, le infrastrutture, la giustizia, l’eguaglianza. Ma anche, una riscrittura del Piano per il Sud, ampliandolo con punti comuni sulla lotta alla mafia, sul fisco, sulle imprese”.
“Oggi parleremo del progetto di autonomia rafforzata della regione Puglia ai sensi dell’articolo 116, comma 3, della Costituzione. È importante parlare anche con l’opposizione di questo argomento. Perché la procedura prevede un ampio consenso. Non riteniamo necessario fare un referendum, come in Veneto e Lombardia – ha precisato Emiliano – ma pensiamo che un ampio dibattito, anche l’applicazione della nuova legge sulla partecipazione, possa essere utile per individuare le materie e le modalità attraverso le quali strutturare questa autonomia rafforzata della Regione Puglia”.
“L’epoca degli stati nazionali è in declino.”, ha proseguito Emiliano, “Purtroppo dividono l’Europa anziché costruire gli Stati Uniti d’Europa. Non riescono ad avere un fisco comune, ad avere regole sul lavoro comuni, non hanno una scuola e una università comune, non riescono a regolare le professioni in modo comune, non hanno un esercito comune, non hanno neanche una politica estera comune. Viceversa, gli Stati Uniti d’Europa – con l’elezione del Parlamento, che poi esprime il governo europeo – e l’Europa delle regioni potrebbero dare contemporaneamente un’impostazione generale a un paese da 500 milioni di persone ed anche un’attenzione ai problemi locali”.
In maniera subliminale il Governatore usa già la “terza persona”, quasi come a voler mantenere le distanze dall’Europa degli stati nazionali, e ribadisce: “È lo stato nazionale che è in crisi. Menomale che il progetto di riforma costituzionale è stato sventato, perché era antistorico: costruiva uno stato nazionale accentrato, neonapoleonico, del tutto superfluo rispetto al progetto degli Stati Uniti d’Europa”.
“D’altra parte – ha concluso Emiliano – o l’Europa diventa una vera e propria nazione che si confronti con gli Stati Uniti, la Federazione Russa, la Cina, con l’india o non è più possibile che singoli stati da pochi milioni di persone debbano reggere la concorrenza di macroaree dalla potenza economica straordinaria, dalle risorse economiche impressionanti. L’Europa può ritornare a essere il continente della gioventù e del futuro se costruiremo questo processo”.
(gelormini@affaritaliani.it)
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