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Foggia, l’ira di Landella sul fuoco amico: “Candidati per danneggiarmi”

Bari – Era il favorito della vigilia ma è andata diversamente. A Franco Landella non è bastata la maggioranza nel capoluogo dauno per raggiungere la poltrona più alta di Palazzo Dogana. Francesco Miglio, competitor imposto da Michele Emiliano a sinistra, ha stretto sui piccoli centri e, con mezzo punto percentuale in più, si è assicurato una vittoria risicata ma del tutto insperata. Tuttavia, non è soltanto il Gladiatore ad aver azzoppato il Sindaco di Foggia e l’ex Dc non ci mette molto a vuotare il sacco: “Candidature presentate con il chiaro ed inequivocabile obiettivo di danneggiare la coalizione, come ha ampiamente dimostrato la loro completa irrilevanza in valore assoluto”, tuona all’indirizzo del forzista Mongiello, in campo fino all’ultimo e fermo a poco più del 3% di consensi.

Il successore di Gianni Mongelli parla apertamente di “campagna elettorale contro” e denuncia il fuoco amico tutto interno alla coalizione. E allo stesso partito azzurro: “Vicende poco chiare come quelle che hanno riguardato consiglieri di centrodestra che inspiegabilmente hanno ritirato solo la scheda per l’elezione dei consiglieri provinciali, rifiutando invece quella per l’elezione del presidente”, le definisce, mettendo sulla graticola anche il primo cittadino di Apricena, Potenza, reo quanto Mongiello – secondo l’accusa - di aver derogato alla linea scelta dalle truppe berlusconiane per ambizioni personali. “Ho perso per i capricci di qualche sciocco, bambini viziati”, stronca davanti alle telecamere, ma a voltargli le spalle è stato pure l’ex primo cittadino Agostinacchio e le malelingue non escludono che lo stesso senatore Tarquinio ne abbia approfittato per ribadire i rapporti di forza, dopo gli strappi sulla composizione della Giunta comunale. La frittata è fatta, ormai, e Landella non ha alcuna intenzione di archiviare la pratica ad urne fumanti: “Si tratta di dati che rendono quanto mai necessario un confronto circa la compatibilità con il progetto politico ed amministrativo del centrodestra di quegli amministratori che, di fatto, con i loro comportamenti hanno consegnato al centrosinistra il governo della Provincia”.

A trarne vantaggio è ancora una volta Michele Emiliano, il quale - a stretto giro dalla vittoria a San Severo contro il Pd - rafforza la propria presenza in Capitanata con una postazione di tutto rispetto, come quella appena conquistata dal fido Miglio. A sua volta vicino all’ex Puglia prima di Tutto Cecchino Damone e supportato dal centrista ex Pdl Leonardo Di Gioia: “Quello che è accaduto è la dimostrazione che il centrodestra, dove è diviso, perde, mentre dove è unito e coeso, vedi Bat, Lecce e Taranto, vince", rinforza Francesco Schittulli, andato di persona a valutare la situazione, forte dell’ingente bottino di preferenze raggranellato dalla candidata del MPS nell’area metropolitana barese. Per nulla sottovalutabili, se si conta lo stallo del tavolo romano sulle Regionali e le primarie sempre più lontane.

(a.bucci1@libero.it)

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