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Janet Ross

La processione dei Misteri con gli occhi di una inglese dell'800. La nota viaggiatrice inglese Janet Ross, alla quale la Biblioteca Civica di Statte (Ta) ha dedicato diverse iniziaive ed una pubblicazione, alla fine dell'Ottocento partecipa con stupore ed ammirazione alla processione dei Misteri di Taranto, ne parlerà in diverse sue opere, la descrizione che segue  proviene da "Fourth generation: reminiscences" opera  non ancora pubblicata in Italia.

"Venerdì Santo, l’11 aprile siamo andati a Taranto per vedere la processione dei  Misteri, così come sono chiamate le statue di grandezza naturale fatte di legno o di papier-mâché (carta pesta). La folla nelle strade anguste era enorme, ma ansiosa e predisposta a mettere avanti “gli stranieri” perché vedessero bene, e quando chiedevo qualcosa sei o sette persone mi rispondevano tutte insieme.

Il dialetto tarantino è abbastanza difficile da comprendere, anche quando è parlato lentamente e distintamente da una sola persona, quindi ho dovuto spesso ripetere la domanda e tutti intorno gridavano la risposta e tutti ridevamo.

La banda municipale è arrivata e suonava per prima la marcia funebre, era seguita da una grande bandiera nera e da due uomini scalzi che avevano un bastone nelle mani. Essi rappresentavano gli “Apostoli” e appartenevano alla Confraternita dei “Carmeliti”.

Il primo Mistero era una piattaforma su cui c’erano gli strumenti della Passione ed era portato dai fratelli degli Addolorati, che avevano vesti bianchi  di cotone ed erano scalzi. Il secondo era la statua di Cristo inginocchiato con le braccia stese e il viso rivolto verso l’alto. Sopra di Lui si librava il piccolo angelo alato con il calice d’oro nella mano. Altri due “Apostoli” camminavano tra il secondo e il terzo Mistero, che era realmente terribile.

Misteri Taranto1

La rappresentazione realistica di Nostro Signore legato alla colonna - deperito, livido e  sanguinante. Gli uomini che portavano questa e la successiva figura indossavano corone di spine, così come gli accompagnatori dei portatori, vestiti di loro abiti migliori e ognuno avente un corto bastone robusto con una mezzaluna di ferro in cima, per poggiare sopra le stanghe delle piattaforme. Il loro peso era evidentemente grande, gli uomini camminavano barcollando e con le spalle soffrenti, così essi  hanno preso in prestito fazzoletti dai loro amici nella folla da legare attorno alle estremità delle stanghe.

Misteri Taranto2

Il quarto Mistero era la figura di Nostro Signore, in corona di spine, in lunga veste rossa con le mani legate. Era seguito dal Crocefisso, così pesante che occorrevano dieci portatori.

Alcune donne vicino a noi hanno mostrato segni di emozione e gli uomini hanno scoperto il capo quando il carro funebre portato da venti o di più persone è passato davanti a loro.  Sulla nera coltre di velluto era posto le effigie di Cristo, coperto con fine velo di mussola ricamato con piccole rose d’oro.

Un ”Apostolo” camminava in ogni angolo e un Cavaliere di Cristo, un nobile Tarantino in alta uniforme, con la testa scoperta e scalzo, camminava dalla stessa parte. Avevano aria assurdamente moderna e piuttosto vergognosa di se stessi. La processione si concludeva con la figura di Maria Vergine con un vestito nero di seta, che portava il cuore trafitto da una freccia in una mano e un fazzoletto ricamato in un’altra.  Era accompagnata dagli ultimi due “Apostoli” e da una folla di sacerdoti.

Mi hanno detto che il privilegio di portare i Misteri era egregiamente conquistato all’asta e che i prezzi

 
 
misteri crocifero

venivano dai quaranta ai cinquanta franchi. Questo mi è sembrato un prezzo piuttosto alto per avere la spalla ferita per qualche settimana.

Ogni chiesa a Taranto aveva la propria Confraternita, che rigorosamente sorvegliava a turno l’ordine per ottenere l’onore di sostituzione degli “Apostoli”  che non dovevano mai lasciare il loro posto accanto ai Misteri, e di organizzare tutta la processione. Gli “Addolorati” erano in carica fino a sei anni prima della nostra visita, quando durante una violenta tempesta di grandine i poveri Apostoli scalzi hanno trovato rifugio in un café. I “Carmelites” si sono precipitati ed hanno preso il loro posto ed hanno tenuto il privilegio per la loro chiesa finora.

Alcuni bambini piccoli che mi hanno spinta sono stati rimproverati, e quando uno di loro ha dichiarato che l’ha fatto per capire se fossi un uomo (indossavo il cappello di feltro), ricevette una tirata d’orecchie per insegnargli la differenza “tra un uomo e una principessa”. Il pescatore che mi ha protetta ha detto: “Deve perdonare questo sciocco, è ignorante".

"Qualunque persona che conosca il mondo vede subito che Lei e il suo compagno siete persone di alta distinzione; inoltre, voi venite dal Commendatore”. Quando le persone in questa parte della “Apuglia” parlavano di Commendatore, si capiva che loro parlavano di Sir James; c’erano centinaia di Commendatore tutt’intorno, ma lui era l’unico. Popolare e molto rispettato, i suoi amici erano sicuri di trovare benvenuto sia dall’alto che dal basso in qualunque posto fossero andati. Stare con lui rappresentava un’ educazione liberale. La sua memoria era infallibile, leggeva molto e conosceva quasi tutti quelli che valeva la pena di conoscere nel corso della lunga vita.


Da “Fourth generation: reminiscences by Janet Ross” di Janet Ross
pubblicata nella sua quarta ristampa a Londra presso Constable & Company LTD  nel 1912.

Traduzione di Mario Pennuzzi e Anastasia Popova.

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