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“Farei a meno del discorso, che ho preparato, ieri sera per l'incontro di oggi. Preferirei che sia uno di voi a parlare qui sul palco, ma i miei padroni dicono di no.” Così esordisce l'ex Premier, Silvio Berlusconi, davanti al bagno di folla di simpatizzanti in occasione dello “Show” pomeridiano andato in scena a Bari in Piazza della Libertà. Dalle 12.00, sono giunti a scaglioni almeno 700 pulman provenienti da tutta la Puglia, dalla Lucania, comprese altre regioni del centro-sud Italia. Per alcuni esponenti del partito, l'affluenza attesa di 45 mila presenze “è andata ben oltre ogni previsione”. Filtrano cifre nell'ordine delle 100 mila presenze.

Scoppiettanti carovane hanno fatto tappa nei vari ristoranti, e locali disseminati intorno al Teatro comunale “addobbato” dallo striscione che qualcuno ha interpretato: “Caro Silvio, bentornato a Bari. La Procura”.

Da un lato gruppi di festanti, ai quali sono state riservate straordinarie misure di sicurezza, oltre alla totale chiusura del traffico in alcune zone del centro storico: si è parlato di un indotto milionario, considerando una spesa media di 20 euro a persona. Senza contare la “cena vip” della sera precedente, dove l'offerta minima non scendeva sotto i 1000 euro a testa, in alcuni casi pare persino di 10 mila euro. “Una iniziativa – dicono – per finanziare la manifestazione in piazza”.

Caro Silvio1

Dall'altro il cosiddetto gesto di “garbata ironia” pagato di tasca propria, a detta del Sindaco di Bari, Michele Emiliano, in barba alla legge che vieta di esporre “slogan” sugli edifici pubblici.

“La cosa peggiore - cita la nota di un follone, a margine di alcune foto postate sulla pagina facebook del Primo cittadino - è che abbiano messo quel cartello sopra un teatro!!!”(Bentornato nel teatrino della politica?).

Più violenta e minacciosa è stata la reazione di un altro oppositore dell'iniziativa: “una pernacchia però, si poteva pure inserire. Poi dicono che non lo vota nessuno. Buttategli un polpo vivo in faccia vi prego.” E ancora: “Che buffonata sindaco: soldi sprecati, per questo orrore!”

Per “i più” si è trattato “della solita strategia per far parlare di sé, e rubare la scena al Cavaliere.” Una “birichinata” non presa proprio alla leggera dal governatore della Puglia, Nichi Vendola, che insieme al Sel e ad alcuni esponenti del PD annunciano di “aprire una crisi politica”, all'interno di una già traballante maggioranza al Comune.

Mentre i giochi di palazzo - fuori dalle piazze, a porte chiuse, filtrati, trasversali, e aperti per la stampa d'appuntamento - entrano nel tritacarne del pastone politico senza bisogno di scendere in piazza, l'attenzione dei partecipanti è tutta catalizzata su tre degli otto punti programmatici proposti dal Pdl: abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, limitazione dell'azione di Equitalia, ed eliminazione dell'IMU sulla prima casa. I temi intorno ai quali, pare, si giochino gli equilibri di un Governo, che dopo 47 giorni non è ancora strutturato.

Dudù

“La chiave è l'elezione del Presdente della Repubblica. Diverse sono le opzioni proposte dal PDL, ma se Bersani deciderà di orientarsi verso Prodi vorrà dire, che non c'è mai stata la volontà di costituire un governissimo PD-PDL. Sarà dunque rottura, e ricorso ad elezioni già il prossimo giugno.” Lo ripete nella folla Primiano Calvo, assessore alle attività produttive di San Severo, tra i comuni più grandi della provincia di Foggia. “A maggio – spiega Calvo – ci sarà un turno elettorale, che vedrà coinvolta Roma, insieme a diversi comuni. La Capitale con i suoi 5 milioni di abitanti rappresenterà un decisivo test politico.”

Per Mariarosaria Lo Muzio (Radicali pugliesi), la scelta presidenziale deve ricadere su Emma Bonino. Candidatura condivisa anche da Mara Carfagna, e dalla Prestigiacomo.

“Un orientamento, questo, incompatibile per questioni valoriali – replica l'assessore Calvo – il concetto di vita, ad esempio, di famiglia, di lotta alla tossicodipendenza, è diverso dai moderatiLa prova che questa legislatura non ha futuro è nelle dimissioni di Vendola da Deputato, che ha preferito restare governatore pugliese. Sembrava non vedesse l'ora, e questo fatto la dice lunga.

Sull'abolizione al finanziamento pubblico ai partiti, si è espresso il dirigente del Pdl per la provincia di Foggia, Vincenzo Fortezza. “Grazie a più di un milione di tessere – spiega - disponiamo di oltre 10 milioni di euro. Su queste basi, e su questi numeri siamo convinti, e sosteniamo di poter autofinanziare  l'attività politica del partito. Proporremo inoltre di istituire un 'registro lobby' per favorire la trasparenza nei rapporti tra politica ed imprenditoria.”

Per Soccorsa Chiarappa, già candidata nel Pdl, “è necessario, che la rappresentanza femminile in politica, passi dall'attuale 30%, al 50%. Bisogna, inoltre, continuare a sostenere la centralità, e il bisogno di asili nido 'pubblici'. Una famiglia con un reddito medio è incapace di sostenere una spesa media dei nidi privati tra i 600, e i 700 euro al mese.”

 

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