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Il laboratorio della buona notizia Varca le sbarre del carcere

Il laboratorio della buona notizia Varca le sbarre del carcere

Al termine della messa di Natale, presieduta dall’Arcivescovo di Bari-Bitonto, Mons. Francesco Cacucci  con i detenuti, ha preso il via ufficialmente il Laboratorio della Buona Notizia nel carcere di Bari, promosso dai giornalisti cattolici dell’UCSI Puglia e dall’Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale del Consiglio Regionale della Puglia, e gestito dal Circolo delle Comunicazioni Sociali “Vito Maurogiovanni”.

E’ stato un detenuto, a nome di tutti gli alunni della scuola carceraria, ad illustrare il progetto “CarcereLab”. Uno spazio web dedicato agli scritti dei detenuti all’interno del sito www.buonanotizialab.it, che è  una rete di laboratori della buona notizia che coinvolge scuole, oratori, associazioni, comunità, parrocchie.

Cacucci CarcereBari
 

“Chi non ha mai messo piede qui dentro – ha detto Giuseppe – non può immaginare quello che significa. Per chi non ci ha mai incontrati siamo “solo” detenuti, un’etichetta, un marchio difficile da cancellare. Ma noi, come gli altri, siamo prima di tutto PERSONE“.

“E, come gli altri, abbiamo i nostri pensieri, i nostri sentimenti. E anche qui c’è del buono. Il “Laboratorio della buona notizia” è per noi un’occasione di confronto dentro (e intendiamo dentro le mura, tra noi, così come dentro ciascuno di noi, in profondità) e fuori, per far arrivare la nostra voce dove non immaginiamo neanche”. 

Cacucci CarcereBari3
 

“Con i giornalisti dell’UCSI – ha dichiarato l’Arcivescovo Francesco Cacucci –  da tempo ci stiamo occupando di accendere i riflettori su quelle notizie che fanno sensazione non perché sono cattive. Voi dal carcere ci sarete di grande aiuto in questo percorso. Con questo laboratorio e con l’aiuto del Garante, vogliamo coinvolgere tutto quello che è fuori da queste mura, affinché non guardi a voi come a una categoria, ma a una persona. La vostra partecipazione è per me un gran dono”.

“Carcere Lab” sarà realizzato in via sperimentale nel carcere di Bari per sei mesi, per poi essere ampliato nell’esperienza tra i detenuti di tutti gli istituti penitenziari della Puglia.

Insomma, il grido sussurrato di speranza dei detenuti, che aspira ad essere condivisa, e che parteggia per la conversione e la solidarietà tra le persone troverà spazio sul sito, insieme alle loro testimonianze, ai pareri e alle idee, in accordo con l’Ufficio Stampa del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Provveditorato e la Direzione della Casa Circondariale.

(gelormini@affaritaliani.it)