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Il sostegno diffuso alla causa degli agricoltori

Solidarietà e sostegno diffuso alle manifestazioni degli agricoltori in tutta Europa. Difesa e salvaguardia della natura.

Il sostegno diffuso alla causa degli agricoltori
Imprenditrice agricola
Il sostegno diffuso alla causa degli agricoltori
Il sostegno diffuso alla causa degli agricoltori
Il sostegno diffuso alla causa degli agricoltori
Il sostegno diffuso alla causa degli agricoltori

di Carlo Trione *

Cinquant’anni fa in un ettaro di terra potevi produrre cinquanta quintali di uva. Oggi si arriva a cinquecento. Per poter portare via da un vigneto cinquecento quintali di prodotto se ne deve sottrarre un multiplo dal terreno in termini di minerali e liquidi. L’acqua la prendiamo dal sottosuolo e dalle piogge mentre i minerali se scarseggiano li sostituiamo con concimi. Con il passare del tempo e per produrre di più si aumenta la dose di concimi e di acqua, così la falda si impoverisce e il terreno diviene sterile; cioè senza concimi e acqua aggiuntiva il terreno da se non riesce a produrre nulla.

Fuga dall'agricoltura(Fonte: Pexels)Guarda la gallery

Il naturale sforzo a ricercare il meglio e il di più che ogni uomo e ogni coltivatore ha in se, ha trovato nelle aziende chimiche e nella grande distribuzione fortissimi e fuorvianti sostegni. La grande distribuzione vuole grandi quantità e perfette qualità a prezzi bassi per poter più facilmente lucrare le cifre faraoniche necessarie a sostenere l’immenso apparato burocratico aziendale. Il contadino che vende a prezzi da fame deve aumentare le quantità per sopravvivere. La chimica fa il miracolo, ma: chi paga? L’ambiente desertificato… cioè i nostri figli. Forse non lo sanno bene neanche gli agricoltori, ma il malessere del mondo agricolo parte da questo: il reddito dell’agricoltore è legato ormai indissolubilmente alle grandi imprese della distribuzione, dell’automotive, della energia, della chimica. Ma v’è di peggio.

Ormai l’intera agricoltura è dipendente dalle grandi imprese che dopo aver divorato l’intero settore agricolo vuole di più e quindi cerca altri modi per fare soldi con l’iper intensivo, gli insetti, l’idroponico cioè scaricando i contadini e producendo gli alimenti con la chimica, i robot o con pochissimi addetti che abbiano il compito di pensare il meno possibile e agire esattamente quanto e come serve. Né di più e né di meno. Della salute del consumatore non se ne incaricano perché non è affar loro ma degli stati che però tengono per il collo. E asseriscono che questa nuova agricoltura totalmente chimica rispetta l’ambiente e prezzolano i politicanti di ogni livello per sostenere queste loro posizioni. Cioè credono di essere nel giusto e gli altri antiquati. Un guazzabuglio incredibile ed una violenza culturale ed economica degna del peggiore tribalismo a tutto danno (quasi come un genocidio) della mite civiltà insita nei riti dell’agricoltura di sempre. Tribalità e barbarie contro la civiltà: è la Storia che si ripete sotto mentite spoglie. Senza dimenticare che l’agricoltura è parte integrante delle identità di tutte le collettività umane. A cominciare da quelle meridionali che coltivano le Terra dal Tronto Garigliano a Lampedusa  che potremmo nominare “Mediterranea”. 

Un bel pasticcio che non si risolve stanziando molti o pochi soldi a favore di certuni o certi altri; la questione è squisitamente politica nel senso che la bipartizione destra sinistra non ha alcun senso ma serve una visione nuova. Chi ce l’ha? I contadini? Forse un po’, ma serve molto di più. E, dopo aver capito cosa vogliamo, dovremmo avere la forza di piegare i mammasantissima della distribuzione, della chimica e gli altri a quello che serve: minimo si deve sostituire l’intera classe politica attuale. Una specie di rivoluzione francese. È dura. È più probabile che mangeremo insetti in un deserto. È la modernità, la scienza, la tecnologia, il futuro… ci diranno. Un destino ineluttabile che ucciderà noi e ucciderà le multinazionali che hanno voluto tutto ciò. Per poi ricominciare daccapo senza aver nulla imparato da questo disastro.

* da zonafranca.it