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Fede sottovetro

Conservare, custodire, preservare, contemplare e, quando necessario, supplicare. Per trovarvi rifugio e conforto, ma anche per esaltare l'arte raffinata ed artigiana della precisione e della replica esortativa di una dichiarazione d'amore costantemente rinnovata, proprio come accade nella recita del Rosario o nel perenne ticchettio del tempo, che accompagna quello più intimo del cuore.

L'arte di affidare alla trasparenza del vetro la preziosità delle cose più care, più genuine o più delicate affonda le sue radici nella tradizione più autoctona dei diversi ambiti territoriali. Quella di proteggervi la devozione e i sentimenti di fede più intimi ha contribuito a rafforzare capacità di sopportazione e spirito di adattamento di intere generazioni in periodi di stenti e traversie.

In Francia a finire sotto vetro, per molto tempo sono stati gli orologi e i carillon. In Inghilterra le confetture e le marmellate più originali. Sotto vetro da sempre si conserva il miele: prodotto naturale per eccellenza, frutto della laboriosità più ammirevole, quella delle api.

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E che dire delle antiche usanze mediterranee per alimentare le riserve di salse e passate di ogni specie, nonché della certosina tradizione di tenere in vetro e sott'olio o aceto ogni tipo di ortaggio opportunamente speziato?

Il tema della mostra proposta dal Museo Ecclesiastico Diocesano (MED) di Troia (Fg), dal 15 luglio al 15 settembre, è un oggetto di devozione molto diffuso tra la gente del Sud fino alla metà del secolo scorso: la campana di vetro con statue di Santi, di Madonne e di altre figure sacre.

In Puglia, Campania, Basilicata e Sicilia la sua diffusione più marcata, dove artisti, cartapestai, intagliatori e ricamatrici hanno profuso tesori di sapienza artigianale, dando prova di una creatività inesauribile, che talvolta liberava l’immaginario più soggettivo, pur restando nella rigorosa fedeltà ai canoni dell’iconografia religiosa ufficiale.

Il lavoro di recupero, valorizzazione e riproposizione di uno squarcio pudico e suggestivo di marcata devozione e tradizione popolare, è stato realizzato dal Gruppo Terzo Millennio, che anima il museo troiano e che è riuscito ad ottenere l’affidamento di circa 60 esemplari per la realizzazione della mostra.

“Le campane di vetro, chiamate coperte”, sottolineano i curatori della mostra, Celeste Guadagno e Pina La Salandra, “ad onta del silenzio che le ha circondate, sono oggetti ricchi di fascino, che aprono spiragli nei campi di ricerca: nella storia dell’arte popolare, nelle espressioni del sentimento religioso delle masse, nella stessa storia dei luoghi, per la capacità di fornire elementi di ricostruzione della vita quotidiana di un passato non remoto. Esse regalavano - specialmente  ai fanciulli - momenti di strana magia e di sogni esaltanti nel guardare, chiusi dentro queste cupole di vetro, troneggianti sui comò, personaggi ignoti o addirittura misteriosi che facevano galoppare la fantasia”.

Beatrice Andriano Cestari, la più grande collezionista ed appassionata del settore, la prima - dalla Puglia - ad aver voluto con caparbietà concentrare attenzione e studi sulla tradizione popolare delle campane di vetro, ricorda: “L’uso di conservare soprammobili delicati e preziosi in contenitori di vetro, per difenderli dall’ingiuria della polvere e degli insetti, si affermò nel ‘700, quando si prese a coprire di cupole di vetro gli orologi e le figure di porcellana, che ornavano le consolle e i cassettoni di stile neoclassico. Consuetudine che nelle declinazioni popolari assunse le articolazioni del linguaggio figurativo, per dar corpo a sentimenti di devozione e di fede, nonché all’esigenza di tramandare memorie e ricordi di affetti e tradizioni”.

La mostra, nel quadro delle attività e degli eventi proposti dal Distretto Culturale Daunia Vetus, gode del Patrocinio della Diocesi di Lucera-Troia, e rimarrà aperta tutta l’estate fino alla festività della Vergine Addolorata: forse il soggetto più rappresentato, preservato e venerato sotto le campane di vetro d’ogni taglia. E si chiuderà con un convegno sul tema, a cui parteciperanno studiosi, ricercatori e testimoni di un’ulteriore e tipica manifestazione di Amor loci .

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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